Lo Stretto di Hormuz, arteria vitale per il petrolio globale, resta al centro di un braccio di ferro tra Iran e USA che potrebbe finalmente sbloccarsi. Ieri, Teheran ha lanciato una carta inaspettata: aprire subito il passaggio marittimo, congelando invece per ora i negoziati sul nucleare. Un’offerta recapitata tramite mediatori pakistani, che sembra voler rompere l’impasse tra Iran e Stati Uniti. È un segnale forte, che punta a far cadere il blocco imposto da Washington, aprendo la strada a un possibile disgelo diplomatico.
Continuano i colloqui tra Iran e USA: gli aggiornamenti
Fonti vicine ai colloqui, citate da Axios e ANSA, spiegano che l’offerta iraniana si articola in due fasi. Prima di tutto, la riapertura dello Stretto di Hormuz, oggi parzialmente bloccato da misure iraniane e statunitensi, insieme alla definizione o estensione di una tregua nel conflitto mediorientale. Solo dopo, e solo se la prima fase avrà successo, si partirebbe con i negoziati sul nucleare, da sempre il nodo più delicato tra Teheran e Washington. L’idea è quella di calmare le acque nel breve periodo per creare un clima più favorevole a trattative più complicate. Resta però da vedere quali concessioni saranno possibili sul nucleare, visto che nella leadership iraniana non mancano le divisioni sulla strategia da adottare.
Trump avverte: rischio crisi petrolifera, vertice in arrivo
Anche a Washington seguono la situazione con attenzione. Il presidente Donald Trump ha convocato un incontro importante per lunedì 27 aprile con i vertici della sicurezza nazionale e della politica estera per fare il punto sullo stallo con l’Iran e decidere i prossimi passi. In un’intervista rilasciata il giorno prima, Trump ha lanciato un allarme forte: il sistema petrolifero iraniano potrebbe “esplodere” entro tre giorni se il blocco continua, causando danni irreparabili alla produzione di Teheran. Un monito che sottolinea l’urgenza e mette pressione per arrivare a un accordo il prima possibile.
Il quadro diplomatico resta fragile e pieno di incognite, ma per ora sembra emergere una volontà comune di trovare una soluzione concreta. Resta da capire se questo ultimo tentativo porterà davvero a un passo avanti o sarà solo un altro rinvio. Nel frattempo, il mondo guarda con attenzione, consapevole che un’intesa sul lo Stretto di Hormuz potrebbe avere ripercussioni importanti sulla stabilità globale e sui mercati dell’energia.






