Roma, 15 aprile 2026 – Il debito pubblico italiano ha raggiunto a febbraio 2026 un nuovo picco, sfiorando i 3.140 miliardi di euro, con un incremento di 27,3 miliardi rispetto al mese precedente: è quanto emerge dai dati diffusi da Bankitalia nel suo ultimo rapporto sulla finanza pubblica, evidenziando le dinamiche che hanno contribuito a questa crescita.
Incremento del debito e sua composizione secondo Bankitalia
L’aumento complessivo del debito è principalmente attribuibile all’incremento del debito delle Amministrazioni centrali, che registra un aumento di 26,9 miliardi, mentre le Amministrazioni locali contribuiscono con una crescita più contenuta di 0,4 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto praticamente stabile nel periodo considerato.
La variazione del debito riflette diversi fattori: il fabbisogno netto delle Amministrazioni pubbliche, pari a 14,2 miliardi, la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro, che aumentano di 12,9 miliardi portandosi a 74,8 miliardi, oltre agli effetti derivanti da scarti e premi all’emissione e al rimborso, rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e variazioni dei tassi di cambio, che complessivamente incidono per 0,2 miliardi.
La vita media residua del debito si mantiene stabile a 7,9 anni, un indicatore importante per valutare la sostenibilità e la gestione del debito pubblico nel medio termine.
Detenzione del debito e andamento delle entrate tributarie
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia continua a diminuire, scendendo al 18,0% rispetto al 18,3% del mese precedente. Nel mese di gennaio 2026, invece, la quota detenuta dai non residenti è aumentata al 34,9% dal 34,3%, mentre quella degli altri residenti – principalmente famiglie e imprese non finanziarie – è leggermente diminuita al 14,3% dal 14,5%.
Sul fronte delle entrate, nei primi due mesi del 2026 le entrate tributarie del bilancio dello Stato si sono attestate a 90,2 miliardi di euro, sostanzialmente in linea (+0,2%) con lo stesso periodo dell’anno precedente, indicando una stabilità delle entrate fiscali nonostante il contesto economico complesso.
Questi dati riflettono l’attuale scenario economico italiano e le sfide legate al controllo e alla gestione del debito pubblico, con la Banca d’Italia che continua a monitorare attentamente la situazione nell’ambito delle sue funzioni di banca centrale e vigilanza finanziaria.






