La Procura di Milano ha iscritto Gianluca Rocchi nel registro degli indagati per concorso in frode sportiva. È la notizia che ha fatto tremare il calcio italiano nella serata di ieri. Rocchi, volto noto come designatore degli arbitri di Serie A e B, è accusato di aver messo pressione su arbitri e collaboratori del VAR, condizionando alcune decisioni cruciali. Dietro l’inchiesta, che si è concentrata sulla stagione in corso, c’è soprattutto la partita Udinese-Parma, già al centro di polemiche roventi. L’atmosfera ricorda quella di Calciopoli, con un sistema arbitrale prudente e una giustizia sportiva divisa tra archiviazioni e conferme di regolarità. Ma il caso, tutt’altro che chiuso, continua a scuotere il mondo del pallone.
Gianluca Rocchi indagato: cosa sta succedendo?
La questione più calda riguarda un rigore concesso durante Udinese-Parma, uno degli incontri più delicati della stagione. Nella sala VAR di Lissone, Daniele Paterna appare inizialmente incerto, mentre valuta un possibile fallo di mano. Nell’audio si sente chiaramente: “Non mi sembra fuori dalla sagoma, guarda la posizione del braccio, mi sembra sul corpo”. Un giudizio che sembrava portare a non fischiare. Poi, però, il cambio di rotta è netto: dalle labbra di Paterna esce un deciso “È rigore”. A quel punto, Paterna suggerisce all’arbitro Fabio Maresca di procedere a una “on field review”, revisione sul campo che conferma la massima punizione. Il rigore trasformato da Thauvin decide la partita: 1-0 per l’Udinese. A sollevare dubbi è chi abbia spinto Paterna a questo improvviso cambio di idea.
L’esposto presentato da Domenico Rocca sostiene che lo stesso designatore Gianluca Rocchi, dalla postazione di supervisione, avrebbe bussato ripetutamente sulla vetrata della sala VAR per richiamare l’attenzione di Paterna e del suo assistente Sozza, cercando di influenzare la decisione. Paterna è stato chiamato a deporre come testimone, ma il suo interrogatorio è stato interrotto a seguito di accuse di falsa testimonianza. Il regolamento è chiaro: nessun contatto o interferenza esterna è ammessa nella sala VAR, che deve restare un ambiente isolato per garantire imparzialità. Il pubblico ministero sta ora cercando di ricostruire con precisione cosa sia accaduto dietro quella vetrata.
Inter-verona e altri episodi sotto la lente: le indagini proseguono
Non solo Udinese-Parma. Tra le partite finite sotto la lente c’è anche Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, episodio finito nel mirino della Procura nella cornice dell’inchiesta sulla stagione 2023/24. In quella partita, una gomitata di Bastoni su Duda, a palla lontana, non venne sanzionata; l’episodio avvenne poco prima del gol decisivo di Frattesi. Le intercettazioni audio raccolte da Open VAR mostrano un acceso confronto tra l’arbitro Fabbri e il suo assistente Nasca, con la decisione finale orientata a convalidare il gol nonostante il dubbio sull’intervento. La scelta di non procedere a una revisione sul campo ha alimentato sospetti su un possibile comportamento scorretto. Questi non sono casi isolati. La Procura continua a passare al setaccio numerosi incontri del campionato appena concluso per capire se vi siano stati errori tecnici o condotte oltre il limite delle regole sportive. La giustizia sportiva ha già mosso i primi passi, ma ora si affianca anche l’indagine penale. Rocchi è formalmente indagato, insieme ad altri soggetti coinvolti in vari procedimenti, tra cui accuse di falsa testimonianza. Il fascicolo resta aperto, con tanti nodi ancora da sciogliere su possibili interferenze che potrebbero aver condizionato il campionato e messo a rischio la credibilità dell’arbitraggio nel nostro calcio.






