Venezia, 26 aprile 2026 – Una decisione che scuote il mondo musicale e culturale italiano arriva oggi dal Teatro La Fenice di Venezia. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha annunciato l’annullamento di tutte le collaborazioni future con la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, una mossa che ha trovato il sostegno del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha espresso la sua “piena fiducia” al sovrintendente.
La posizione del ministro Giuli e la decisione della Fenice
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha preso atto della decisione presa in autonomia da Nicola Colabianchi, confermandone “la più completa fiducia”. In una nota ufficiale si legge come Giuli auspichi che questa scelta possa “sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado, nell’interesse del Teatro e della città di Venezia”.
La Fondazione Teatro La Fenice, tramite il sovrintendente, ha motivato la scelta sottolineando che le “reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche” di Venezi risultano “offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione e della sua Orchestra”. Le affermazioni della direttrice, che non sono condivise né nel merito né nei giudizi, si considerano incompatibili con i principi di rispetto e tutela dei professori d’Orchestra.
Le origini del conflitto e le reazioni
La decisione è maturata a seguito delle dichiarazioni rese da Beatrice Venezi in un’intervista al quotidiano argentino La Nación, in cui aveva affermato: “Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio.” Frasi che avevano già suscitato la presa di distanza da parte di Colabianchi, che aveva sottolineato l’”ottima qualità dell’orchestra”.
La nomina di Venezi a direttrice musicale del Teatro La Fenice, avvenuta nel settembre 2025, era stata oggetto di contestazioni da parte dei professori d’orchestra, che avevano criticato la mancanza di trasparenza nella procedura e il curriculum artistico della direttrice. Le proteste erano sfociate in scioperi e manifestazioni che avevano coinvolto anche altre realtà teatrali italiane.
Il sostegno pubblico di Nicola Colabianchi e del ministro Giuli al sovrintendente e la decisione di interrompere ogni collaborazione con Venezi segnano una tappa significativa nelle dinamiche interne del prestigioso teatro veneziano.






