Milano, 9 maggio 2026 – Si accelera per la richiesta di revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi per il delitto di Garlasco, avvenuto nel 2007. La difesa, alla luce delle nuove evidenze emerse dall’inchiesta sull’indagato Andrea Sempio, ritiene di avere ora solide basi per scagionare definitivamente Stasi, detenuto da oltre sedici anni.
Accelerazione sulla richiesta di revisione del processo
L’avvocata Giada Bocellari, che assiste Stasi insieme al collega Antonio De Rensis, ha dichiarato che «dato il quadro che viene fuori dall’inchiesta appena chiusa a carico di Andrea Sempio, la nostra intenzione è quella di accelerare il più possibile per presentare l’istanza di revisione del processo». Bocellari ha precisato però che non è possibile stabilire una tempistica precisa: «Non sarà brevissima, non sarà entro fine mese, perché è necessario leggere e studiare tutti gli atti e poi scrivere la richiesta». Nel corso della giornata, la difesa incontrerà Stasi per mostrargli per la prima volta la documentazione relativa alla nuova inchiesta.
Nuove prove e la difesa di Stasi
Il caso giudiziario che ha coinvolto Alberto Stasi, all’epoca studente universitario, è stato oggetto di ampio dibattito e controversie. Condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi, la sentenza si fonda su elementi che ora appaiono «incomprensibili, paradossali e contradditori», secondo quanto emerge dalle annotazioni dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano depositate con la chiusura della nuova inchiesta su Andrea Sempio, ritenuto dai pm di Pavia il vero responsabile dell’omicidio.
Le nuove consulenze, tra cui quella medico-legale della professoressa Cristina Cattaneo, mettono in discussione la validità delle prove che hanno portato alla condanna di Stasi. In particolare, sono stati contestati aspetti cruciali come la presenza delle impronte di Stasi sul dispenser, la camminata nella scena del crimine, la natura del sangue trovato sui pedali della bicicletta e la ricostruzione dell’orario della morte. Inoltre, è stata sottolineata la mancanza di un movente chiaro e la sintonia tra la vittima e il suo fidanzato.
Gli investigatori hanno rilevato che molte delle prove che hanno portato alla condanna di Stasi potrebbero essere frutto di errori o addirittura mistificazioni. Un esempio emblematico riguarda la bicicletta nera da donna, elemento centrale nelle accuse: gli inquirenti si sono chiesti perché, se Stasi fosse stato un assassino freddo e calcolatore, avrebbe effettuato uno scambio di pedali tra due biciclette senza eliminare completamente la prova.
Il percorso giudiziario e le nuove prospettive
Il procedimento che coinvolge Andrea Sempio, unico indagato attualmente per il delitto di Garlasco, è in attesa di sviluppi che potrebbero portare a una richiesta di processo o a un possibile blocco delle indagini. Questo scenario apre un caso giuridico mai visto: un presunto colpevole indagato contemporaneamente a una sentenza definitiva per un altro responsabile per lo stesso omicidio.
Nel frattempo, la Procura di Pavia ha trasmesso le nuove carte alla Procura generale di Milano, sollecitando un’istanza di revisione del processo a carico di Stasi. La decisione finale spetterà alla Corte d’Appello di Brescia, che analizzerà la documentazione nelle prossime settimane dopo lo studio approfondito degli atti da parte dei legali. La Procura generale, rappresentata da Francesca Nanni e dall’avvocata generale Lucilla Tontodonati, ha già anticipato che l’analisi sarà complessa e non rapida. Sarà necessario valutare se esistano «prove nuove» sufficienti per giustificare la revisione della condanna.
Alberto Stasi, che nei giorni scorsi ha avuto modo di prendere visione dei nuovi elementi, ha mostrato segni di emozione, passando dall’interdetto alla commozione, con la speranza di una riabilitazione che potrebbe concludersi anche prima del termine previsto per l’espiazione della pena, fissato nel 2028.
Non mancano le pagine dell’informativa degli investigatori che scagionano Stasi in modo dettagliato, affrontando punto per punto le accuse e le evidenze contro di lui. Tra queste, la ricostruzione delle impronte digitali, la scena del crimine, le tracce di sangue e il controverso scambio di pedali della bicicletta. Inoltre, viene smentito il movente legato alla pornografia, definito come «una palese opera di mistificazione».






