Milano, 8 maggio 2026 – Nuovi elementi emergono dagli atti dell’inchiesta appena chiusa dalla Procura di Pavia sul delitto di Garlasco. Tra i documenti acquisiti dagli investigatori ci sono anche alcune agende personali di Andrea Sempio, oggi accusato dell’omicidio di Chiara Poggi e ritenuto dagli inquirenti il responsabile dell’assassinio avvenuto il 13 agosto 2007. Nelle sue Moleskine, scritte tra il 2019 e il 2021, compaiono annotazioni legate ad Alberto Stasi e ai tentativi della sua difesa di riaprire il caso.
L’ansia di Sempio per le mosse legali di Alberto Stasi
Negli appunti personali di Sempio, riportati nell’informativa dei carabinieri, compaiono frasi che farebbero riferimento alle iniziative giudiziarie avviate da Alberto Stasi. Tra le annotazioni figurano espressioni come “molta ansia – 2 archiviazioni”, “Stasi ha chiesto la riapertura”, “mamma in panico per la cosa di Stasi” e “Stasi ricorso in Cassazione”.
Secondo gli investigatori, questi passaggi mostrerebbero un’attenzione costante di Sempio verso l’evoluzione giudiziaria del caso. Nel giugno 2020, infatti, i legali di Stasi avevano presentato una richiesta di revisione della condanna definitiva, indicando nuovi elementi relativi a impronte e Dna e chiamando in causa proprio Sempio.
Le annotazioni dopo l’archiviazione
Tra le frasi riportate negli atti compare anche un riferimento ai nuovi elementi presentati dalla difesa di Stasi: “pare punti sui capelli… vabbè dovrebbe… lontano da noi”. Successivamente, nell’ottobre dello stesso anno, Sempio avrebbe annotato anche “archiviato ancora”, seguito pochi giorni dopo da altre frasi come “Stasi ricorso in Cassazione” e infine “Stasi no Cassazione”.
Gli inquirenti ritengono che queste note possano rappresentare ulteriori elementi utili per ricostruire il suo stato d’animo e il suo coinvolgimento emotivo rispetto alla vicenda giudiziaria.
I sogni violenti annotati nei quaderni
Nelle stesse agende sarebbero presenti anche riferimenti a sogni descritti come particolarmente violenti. Secondo quanto riportato negli atti, Sempio avrebbe scritto di sognare di accoltellare alcune persone.
In un altro passaggio, invece, avrebbe raccontato di aver sognato una donna bionda che gli avrebbe puntato contro un taser, prima di essere aggredita violentemente. Si tratta di contenuti finiti ora all’attenzione degli investigatori nell’ambito della nuova inchiesta.
Le ricerche online di Sempio
Gli investigatori segnalano inoltre numerose ricerche effettuate online che riguarderebbero temi come satanismo, omicidi, serial killer, predatori sessuali, violenza contro le donne, cadaveri, decapitazioni e temi legati alle autopsie.
In un’altra agenda, scritta tra il 2018 e il 2019, Sempio avrebbe invece raccontato aspetti più personali della sua vita. In uno dei passaggi riportati negli atti scrive: “Ne ho passate tante, cose che altri non hanno mai vissuto né vivranno”.
Il 38enne descrive poi la propria infanzia e adolescenza parlando di una famiglia “medio-povera”, di pochi amici, difficoltà di integrazione, insicurezze personali, episodi di autolesionismo, errori commessi in passato e dolore. Tutti elementi che ora fanno parte del materiale raccolto dagli inquirenti dopo la chiusura dell’indagine.
Caso Garlasco, intercettazione su Sempio: “Chiara non doveva riattaccare il telefono”
Tra gli atti acquisiti figura anche un’intercettazione ambientale che riguarda Andrea Sempio, oggi indagato per l’omicidio di Chiara Poggi.
Secondo quanto riportato dagli investigatori, in una conversazione registrata il 14 aprile 2025 Sempio avrebbe espresso un commento relativo a un episodio risalente all’agosto 2007. In quel frangente, Chiara Poggi avrebbe interrotto una telefonata con lui rifiutandosi di proseguire la conversazione.
Nell’atto investigativo, lungo oltre 300 pagine, viene riportato il passaggio in cui Sempio avrebbe manifestato disappunto per quel comportamento, con una frase che gli inquirenti sintetizzano come un commento diretto alla reazione della ragazza.
Le parole attribuite a Sempio negli atti
Nella ricostruzione degli investigatori, Sempio avrebbe fatto riferimento all’episodio dicendo: “cioè è stata bella stronza… giù il telefono”. Una dichiarazione che, secondo quanto emerge dai documenti, viene inserita nel contesto delle valutazioni raccolte nel corso dell’inchiesta.
L’intercettazione rientra nel più ampio fascicolo istruito dalla Procura di Pavia, che negli ultimi mesi ha analizzato diversi elementi legati ai rapporti tra Sempio e la vittima nei periodi precedenti al delitto del 13 agosto 2007.
“Quando sono andato io il sangue c’era”
In un dialogo registrato il 12 maggio 2025, Sempio viene ascoltato mentre parla da solo, ricostruendo alcuni dettagli legati alla mattina del 13 agosto 2007.
Nel contenuto dell’intercettazione, Sempio afferma: “Quando sono andato io… il sangue c’era”, riferendosi al contesto temporale legato alla giornata del delitto. Nel suo ragionamento aggiunge ulteriori considerazioni, in cui ipotizza che qualcun altro non si sarebbe accorto della scena.
Secondo la trascrizione riportata negli atti, prosegue dicendo: “Quando sono andato io (compatibile con ‘quando sono andato via’) il sangue c’era… e allora debitamente inconsapevole, cioè lui (Stasi) non se ne è reso conto ma senza accorgersene ha evitato le macchie… e allora del tutto inconsapevole”.
Il riferimento alle ipotesi sul caso
Nella stessa intercettazione vengono riportate anche ulteriori riflessioni dell’indagato, in cui cita possibili ricostruzioni circolate nel tempo sull’omicidio. Sempio fa riferimento a tesi secondo cui il sangue sarebbe stato già secco, commentando: “gli hanno detto ‘na stronzata… era d’estate ma era secco’… vabbè questo ci può stare… e da lì stanno cavalcando l’idea che il sangue fosse secco”.
Garlasco, nuovi appunti agli atti: “Sempio uscì di casa a piedi”
Secondo quanto riportato all’interno dell’informativa dei carabinieri sul caso di Garlasco, emergerebbero nuove considerazioni sugli spostamenti di Sempio la mattina del 13 agosto 2007. Gli investigatori, basandosi anche su appunti attribuiti al padre dell’indagato, ipotizzano una ricostruzione diversa rispetto a quella fornita in passato.
Nel documento si sottolinea come, ritenendo affidabili le annotazioni di Giuseppe Sempio, si possa ritenere che il figlio quella mattina sia uscito dall’abitazione a piedi. Questa versione contrasterebbe con quanto sostenuto in precedenza, secondo cui Andrea sarebbe rimasto in casa insieme al padre fino al rientro della madre Daniela.
Gli investigatori evidenziano come tale racconto alternativo sarebbe stato costruito in un secondo momento, con l’obiettivo di rafforzare la posizione del figlio ed evitare possibili contestazioni legate all’assenza di un alibi solido nel periodo compatibile con l’omicidio di Chiara Poggi.
L’ipotesi degli inquirenti sugli appunti
Nell’analisi degli inquirenti viene inoltre avanzata l’ipotesi che questa diversa versione dei fatti sia stata elaborata successivamente agli eventi, proprio per colmare eventuali incongruenze emerse nel corso degli accertamenti. In questo senso, la narrazione ricostruita negli appunti viene interpretata come un tentativo di mettere al riparo il figlio da possibili obiezioni investigative.
Gli atti sottolineano infine come la questione dell’alibi resti uno degli elementi centrali nell’inchiesta, soprattutto in relazione alla finestra temporale considerata dagli investigatori per la commissione del delitto.
Per approfondire: Delitto di Garlasco, la ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi






