Roma, 12 gennaio 2026 – Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al disegno di legge delega (ddl) proposto dal Ministero della Salute, guidato dal ministro Orazio Schillaci, che prevede una profonda riforma del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il provvedimento mira a una revisione complessiva dell’organizzazione ospedaliera e territoriale per rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute dei cittadini italiani.
Riorganizzazione degli ospedali e potenziamento dell’assistenza territoriale
Il ddl introduce una nuova classificazione delle strutture ospedaliere, con la creazione degli ospedali di terzo livello, strutture di eccellenza con bacino di utenza nazionale o sovranazionale, progettate per ridurre la mobilità sanitaria. Inoltre, saranno istituiti gli ospedali elettivi, destinati ai ricoveri per acuti senza pronto soccorso, dove potranno essere trasferiti pazienti acuti non urgenti da strutture di livello superiore.
La riforma si propone di migliorare l’appropriatezza dell’offerta ospedaliera tramite la definizione di standard minimi per le attività di ricovero, in linea con la disciplina dell’ospedale di comunità. Particolare attenzione è riservata al potenziamento delle buone pratiche clinico-assistenziali e organizzative, con riconoscimento del loro valore giuridico.
Sul fronte dell’assistenza territoriale, il ddl stabilisce standard di personale e garantisce la continuità assistenziale, puntando a promuovere la domiciliarità, soprattutto per le persone non autosufficienti. L’aggiornamento dell’assistenza per pazienti con patologie croniche complesse e l’organizzazione delle cure palliative sono anch’essi elementi centrali del disegno di legge.
Riforma del Servizio sanitario nazionale: scudo penale per i medici e formazione specialistica
Tra le novità più rilevanti figura l’introduzione di uno scudo penale rafforzato per i medici, che limita la responsabilità penale ai soli casi di colpa grave qualora siano state seguite le linee guida e le buone pratiche cliniche. Questo intervento mira a contrastare la medicina difensiva, con l’obiettivo di ridurre costi inutili e liste d’attesa, consentendo ai professionisti sanitari di operare con maggiore serenità.
Parallelamente, la riforma prevede la trasformazione del corso regionale di medicina generale in una vera e propria scuola di specializzazione, così da rafforzare il ruolo dei medici di famiglia e garantire un ricambio generazionale più strutturato. Il ddl introduce inoltre misure premiali per la riduzione delle liste d’attesa, strategie per contrastare la carenza di personale e un sistema nazionale di certificazione delle competenze.
Vengono altresì riviste le regole sugli Ordini professionali per rafforzarne la funzione come organi sussidiari dello Stato e introdotta una governance dedicata all’intelligenza artificiale in sanità, elemento chiave per l’innovazione dei servizi.
Il ministro Schillaci ha dichiarato: «Con questo provvedimento vogliamo rendere il Servizio Sanitario Nazionale più efficiente, moderno e capace di rispondere ai bisogni dei cittadini, valorizzando la centralità della persona e garantendo equità, continuità assistenziale e umanizzazione delle cure». I decreti attuativi sono previsti entro il 31 dicembre 2026.






