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Home Cronaca

18enne ucciso a Milano nel 2024: arrestato in Spagna l’ultimo latitante

by Redazione
16 Aprile 2025
Mezzi della polizia spagnola

Mezzi della polizia spagnola | Pixabay @ManuelVelasco - alanews.it

Dajgor Ahmetovic, 28 anni, considerato l’esecutore dell’omicidio di Johnny Sulejmanovic, 18enne bosniaco ucciso nel 2024 a Milano, è stato arrestato vicino a Madrid

Un recente sviluppo ha riacceso l’attenzione su un caso di omicidio che ha scosso Milano quasi un anno fa. Il 26 aprile 2024, Johnny Sulejmanovic, un ragazzo di 18 anni di origini bosniache, fu ucciso mentre dormiva in un furgone con la moglie. Questo tragico evento è stato inquadrato in una faida tra famiglie bosniache, un tema che continua a ripetersi nella storia della città. L’arresto di Dajgor Ahmetovic, 28 anni, in Spagna, segna un passo importante verso la risoluzione di un caso che ha lasciato un segno profondo nella comunità.

L’arresto di Dajgor Ahmetovic

L’operazione di cattura di Ahmetovic è stata condotta dalla Squadra Mobile di Milano, che ha seguito le sue tracce per anni. Dopo il crimine, Ahmetovic era fuggito, diventando l’ultimo latitante coinvolto in questo caso. Il suo arresto nei pressi di Madrid è avvenuto grazie alla collaborazione tra le autorità spagnole e italiane. La sua estradizione in Italia è ora in programma, dove dovrà affrontare le accuse di omicidio, contribuendo così alla chiusura di un capitolo doloroso per la comunità bosniaca di Milano.

La faida tra famiglie bosniache

L’omicidio di Sulejmanovic ha avuto luogo in via Varsavia, un’area nota per le tensioni tra diverse fazioni della comunità bosniaca. Le indagini hanno rivelato che il delitto era motivato da conflitti interni tra gruppi rivali, evidenziando la complessità delle dinamiche sociali che caratterizzano queste faide. Questo fenomeno ha avuto ripercussioni significative sulla sicurezza e sulla coesione sociale a Milano, sollevando interrogativi su come prevenire ulteriori episodi di violenza.

Le conseguenze legali

Nel corso del processo, altri membri del commando sono stati già condannati. Tra questi, Roberto Ahmetovic e Jagovar Ahmetovic, entrambi legati familialmente a Dajgor, e altri come Rubino Sulejmanovic e Qemajil Gjigolli. Anche un altro indagato, Vittorio Hadzovic, è stato recentemente rintracciato in Francia e sarà estradato per rispondere delle accuse. Queste condanne testimoniano l’impegno delle autorità nel perseguire la giustizia e nel garantire che simili atti di violenza non rimangano impuniti.

Le indagini continuano a mettere in luce non solo la brutalità dell’omicidio, ma anche la necessità di affrontare le problematiche sociali che si annidano dietro le faide etniche. Le autorità di Milano sono determinate a garantire la sicurezza della comunità e a prevenire ulteriori episodi di violenza, lavorando incessantemente per promuovere una maggiore coesione sociale.

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