Roma, 9 marzo 2026 – L’Italia registra un aumento medio della temperatura annua di 1,8 gradi negli ultimi 15 anni, con variazioni significative tra Nord, Centro e Sud del Paese. È quanto emerge dall’ultimo Indice del clima realizzato dal Sole 24 Ore in collaborazione con 3bmeteo, che analizza le performance climatiche delle città capoluogo italiane nel periodo 2015-2025.
Bari conferma il miglior clima d’Italia
Per il terzo anno consecutivo, Bari si aggiudica il primato come città con il miglior clima della penisola, grazie a un equilibrio particolarmente favorevole tra temperature, umidità, soleggiamento e ventilazione. Seguono località della costa adriatica come Barletta-Andria-Trani – la cui posizione è calcolata come media delle performance di Andria, Barletta e Trani – Pescara, Ancona e Chieti. Tra le prime dieci posizioni spiccano soprattutto territori costieri, tra cui anche Livorno, Trieste e Imperia, ma anche alcune località in altura come Pesaro, Urbino ed Enna, quest’ultima premiata per il più basso indice di calore e la migliore circolazione dell’aria.
Nel dettaglio, la temperatura media annua è aumentata di 2,3 gradi al Nord, 1,9 gradi nel Centro Italia e 1,3 gradi nel Mezzogiorno. La città pugliese beneficia inoltre della presenza di una brezza marina che mitiga gli effetti delle ondate di calore, fenomeni che nel 2025 hanno raggiunto 17 episodi, accompagnati da 14 picchi di caldo estremo e 80 notti tropicali a livello nazionale.
Le grandi città e la distribuzione climatica nel Paese
La classifica evidenzia una netta divisione tra le città italiane: da un lato, città come Bari (prima), Trieste (ottava), Venezia (quindicesima), Napoli (ventiquattresima), Reggio Calabria (ventinovesima), Cagliari (trentatreesima) e Roma (trentasettesima) si posizionano tra le prime quaranta, mentre dall’altro lato Milano (71ª), Bologna (72ª), Firenze (78ª) e Torino (90ª) si trovano nella seconda metà della graduatoria.
In particolare, Napoli si conferma in una posizione favorevole, al 24esimo posto, con buone performance nei parametri di escursione termica, giorni freddi, soleggiamento, umidità e ondate di calore, sebbene risenta di alcune criticità legate alle precipitazioni estreme e alle notti tropicali. Al contrario, città del Nord situate nella Pianura Padana si trovano tra le posizioni più basse della classifica, con Torino che registra la peggiore circolazione dell’aria, con 162 periodi di aria stagnante all’anno e condizioni di scarsa ventilazione.
Chiude la classifica Carbonia, nel Sud Sardegna, fortemente penalizzata dai picchi di caldo estremo e dall’umidità relativa elevata. Altre città con condizioni climatiche sfavorevoli sono Terni, Belluno e Caserta. Belluno è particolarmente svantaggiata dal minor numero di ore di sole (6,8 ore medie al giorno contro le 9,2 di Agrigento), dal maggior numero di giorni freddi all’anno (19,5) e da una forte umidità relativa, con ben 263 giorni all’anno fuori dal comfort climatico.
Trend climatici e fenomeni estremi
L’analisi di lungo periodo dei 15 parametri climatici utilizzati per stilare la classifica mostra chiaramente un peggioramento dei trend climatici in Italia. L’aumento delle temperature medie annuali è accompagnato da una crescita degli eventi climatici estremi, con più ondate di calore, picchi di caldo e notti tropicali. Si osserva inoltre una maggiore concentrazione delle precipitazioni in pochi eventi intensi e un incremento dei periodi di siccità, che nel 2025 hanno riguardato il 12% dei giorni totali, con punte fino al 19% in alcune città del Sud.
Parallelamente, gli inverni risultano più miti, con una drastica riduzione dei giorni freddi e un innalzamento dello zero termico che contribuisce alla progressiva diminuzione delle nevicate a bassa quota. Alcune città del Mezzogiorno, come Cagliari e Catania, non registrano più giorni con temperature percepite inferiori ai 3 gradi, segno del cambiamento climatico in atto.
L’Indice del clima del Sole 24 Ore offre così una fotografia dettagliata delle condizioni meteo che influenzano la qualità della vita nelle città italiane, evidenziando le differenze territoriali e le sfide future legate al riscaldamento globale.






