Una richiesta politica è all’origine della rimozione di Sigfrido Ranucci, secondo quanto sostenuto dal giornalista nella replica a Italo Bocchino. Intervenuto a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, Bocchino ha riferito delle discussioni avute con Ranucci nelle ultime settimane, dopo una lunga amicizia: «Siamo stati molto amici ma nelle ultime settimane abbiamo discusso».
Quindi ha contestato la lettura del giornalista: «Lui ha un’ossessione: è convinto che ci sia una regia politica dietro quanto gli è accaduto ma è la sua redazione che non lo voleva più».
Ranucci replica a Bocchino: “Presto emergerà tutta la verità sulla mia rimozione”
Sulla rimozione di Ranucci, la risposta del diretto interessato è stata opposta: «L’ex amico Italo, sa che sono stato rimosso su richiesta politica. E ad essere ossessionati sono i suoi amici». Ranucci ha annunciato: «Presto emergerà tutta la verità sulla mia rimozione, con documenti inequivocabili».
Ha indicato il ruolo della politica, degli amici di Bocchino, di parte della Rai e di quelli che ha definito «collaborazionisti» come i temi sui quali emergerà la verità. «Lo devo al mio pubblico, alla mia storia, ai miei cari», ha aggiunto, confermando l’impegno a coordinare le inchieste per il servizio pubblico.
L’assoluzione a Treviso per la puntata sui tamponi
Ranucci ha comunicato anche un esito giudiziario relativo a Report: il giudice monocratico di Treviso ha emesso una sentenza di assoluzione nei suoi confronti e nei confronti dei giornalisti Procaccianti e Tornago, con la formula «perché il fatto non costituisce reato».
Il querelante era Rigoli, che aveva accusato Ranucci di diffamazione per la puntata di Report Fin troppo rapidi, dedicata al funzionamento dei tamponi ai tempi del Covid.
Visualizza questo post su Instagram
