La designazione di Trifone Altieri alla presidenza dell’Anac, decisa ieri dal governo in Consiglio dei ministri, è contestata dalle opposizioni per i requisiti di indipendenza e la presunta incompatibilità con gli incarichi ricoperti. Il deputato di Avs Angelo Bonelli ha definito la scelta «contraria alla legge». La premier Giorgia Meloni, interrogata durante il giro dei padiglioni di Eicma, il salone delle due ruote, ha risposto: «Cosa devo dire? Perché era nelle nostre competenze farlo».
«Conto che tutto sia assolutamente regolare»: così il vicepremier Matteo Salvini in via Bellerio a Milano, sulla possibile incompatibilità di Trifone Altieri all’Anac. «Ho letto anche polemiche su Centemero, conosco e stimo entrambe le persone, mi sembrano polemiche ingenerose», ha aggiunto Salvini.
Il limite sugli incarichi politici e il ruolo nella Lega
Al centro della contestazione c’è il divieto di nominare chi ha ricoperto cariche di partito nei tre anni precedenti. Repubblica richiama questo possibile ostacolo per il manager indicato alla guida dell’Autorità nazionale anticorruzione.
Il 18 settembre 2024 la Lega aveva nominato Altieri responsabile nazionale del dipartimento Difesa, al posto di Roberto Paolo Ferrari. L’annuncio accompagnava il riassetto dei dipartimenti del partito, passati da 29 a 31. «Il triennio non è trascorso. Fine della discussione», ha osservato Bonelli.
Il comunicato di palazzo Chigi successivo al Consiglio dei ministri cita l’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo del 27 ottobre 2009. Bonelli richiama il decreto legislativo 150 del 2009. La disposizione prevede un organo collegiale formato dal presidente e da quattro componenti, scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all’amministrazione, con competenze comprovate in Italia e all’estero, nel settore pubblico e privato, e «di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione».
La norma esclude chi ricopre incarichi pubblici elettivi o cariche nei partiti e nelle organizzazioni sindacali, oppure li ha ricoperti nel periodo indicato. Vieta inoltre gli interessi in conflitto con le funzioni dell’Autorità.
Su quest’ultimo punto Bonelli ha sollevato un’ulteriore obiezione: Altieri presiede Fincantieri Infrastrutture, descritta dal deputato come «una società pubblica che vive di appalti». «Il controllore che viene dal controllato?», ha chiesto, replicando a Meloni che tra le competenze del governo non rientra la possibilità di violare la legge.
Il voto parlamentare e la battaglia annunciata da Conte
Il passaggio nelle commissioni parlamentari è il terreno sul quale il leader M5s Giuseppe Conte ha annunciato l’opposizione alla designazione. Su facebook ha ricordato che serve il voto favorevole dei 2/3 delle Commissioni parlamentari: «Questa nomina di Altieri all’Anac non passerà» ed «E noi daremo battaglia!».
Conte ha contrapposto la rapidità della scelta al nuovo rinvio del decreto bollette, accusando il governo di voler mettere un uomo di partito alla guida dell’Autorità. Ha ricordato i precedenti presidenti: Raffaele Cantone, magistrato distintosi nella lotta ai Casalesi e ora procuratore a Salerno, e Giuseppe Busia, già segretario generale del Garante della privacy, che ha terminato il mandato come presidente del Network for Integrity e dell’European Network for Public Ethics.
Per il leader M5s, il governo non tollera i rilievi sul Codice degli appalti, modificato moltiplicando gli affidamenti diretti senza gara pubblica. Conte ha collegato le critiche anche ai progetti del Ponte sullo Stretto, parlando del loro fallimento e affermando che «la cui prima pietra è stata un’inchiesta per corruzione».
Le contestazioni sul Piano Casa e sulle altre designazioni
L’eurodeputata del Pd Irene Tinagli, presidente della commissione per l’emergenza abitativa a Bruxelles, ha definito la scelta un «precedente gravissimo». A suo giudizio, non si era mai verificata la nomina di un politico a capo di un’autorità chiamata a vigilare sulla politica. Ha descritto Altieri come un leghista vicino al ministro tra i primi sottoposti ai controlli anticorruzione, in una fase delicata per infrastrutture, bandi e appalti, dal Ponte sullo Stretto al Piano Casa.
Tinagli ha affiancato a questa decisione la nomina di Elisabetta Pellegrini, indicata come braccio destro di Salvini al Mit, a commissario per il terzo pilastro del piano casa. Quel settore, ha sottolineato, affiderà agevolazioni a fondi di investimento anche stranieri. Pellegrini avrà poteri di deroga alle normative e compiti di prevenzione e monitoraggio della corruzione.
«Salvini fa bingo con due controllori che, in un modo o nell’altro, lui stesso controlla», ha sostenuto Tinagli. L’eurodeputata ha ipotizzato che le scelte possano servire a rafforzare politicamente il governo in chiave anti Vannacci, accusando Meloni di cedere alle richieste di Salvini a spese dei cittadini italiani.
Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, ha denunciato sui social il via libera del governo, arrivato ieri, a quelle che ha chiamato «due vergognose designazioni targate Lega». Nel suo intervento ha elencato Alberto Bagnai all’Antitrust, il deputato Giulio Centemero come commissario Consob e l’ex parlamentare Nuccio Altieri alla presidenza dell’Anac.
Faraone ha ricordato anche gli incarichi nelle autorità portuali trovati da Salvini, nelle scorse settimane, per Mirco Carloni e Annalisa Tardino. Per il vicepresidente di Iv-Casa Riformista, trasformare autorità indipendenti in spazi di occupazione dei partiti ne compromette la funzione di vigilanza sui mercati e sul rispetto delle regole: «I voti diminuiscono, le poltrone restano. E magari aumentano».
