“È pazzesco che di fronte a manifestazioni come questa non succeda mai nulla. È stata una manifestazione di tifosi non italiani, ma su suolo italiano, non violenta operativamente, ma molto violenta nel senso, nel messaggio. È assolutamente riprovevole, cose del genere non possono succedere: bisogna intervenire”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine della ‘Terza giornata dell’economia’, un evento del Partito democratico ora in corso a Palazzo Pirelli, commentando il raduno di centinaia di tifosi ungheresi del Ferencvros che ieri, in piazza Duomo, hanno fatto saluti romani, intonato cori per Benito Mussolini e sventolato bandiere contro il movimento Lbgtq+. Il sindaco ha quindi risposto a una domanda sulla decisione del rabbino capo di Milano Alfonso Arbib e del presidente della Comunità ebraica di Milano Walker Meghnagi di abbandonare l’incontro inaugurale della prima fase della Conferenza internazionale Milano città per la pace, dopo che la sindaca di Andria Giovanna Bruno ha parlato più volte di “genocidio palestinese”: per Sala, “al di là di dare ragione all’uno o all’altro, quello che è successo mostra quanto sia difficile mettere insieme tutte le sensibilità, ma non è impossibile farlo. Il tentativo che il Consiglio comunale sta facendo è giusto, perché le distanze iniziali appaiono incolmabili e anche una frase o una parola, come quella di oggi, scatena una reazione e quindi un problema in più nel percorso. Rimane il fatto”, ha proseguito, “che io spero che si possa fare di tutto per riconciliare le posizioni, per andare avanti in questo lavoro, che non sarà certamente risolutivo, ma che potrà dare un contributo nel percorso verso una pace duratura”. Quanto all’impatto della legge di bilancio sui Comuni, “i principali problemi sono che sul trasporto pubblico c’è sempre più da soffrire”, ha spiegato il primo cittadino, “nel senso che tutti stiamo cercando di aumentare il servizio, ma i fondi non aumentano. Abbiamo un tema relativo a scuole, assistenza ai disabili, tutta una serie di spese che stanno esplodendo e il governo non ci aiuta. Milano ha un problema specifico in più: stiamo godendo nel 2026 della possibilità di aumentare la tassa di soggiorno, e la motivazione era che è l’anno delle Olimpiadi, ma al momento non pare che questa cosa sarà possibile nel 2027. Stiamo facendo i conti, però per noi è un bel problema”. A suo dire, è “difficile” quantificare esattamente le ripercussioni sul bilancio del Comune: “Ci stiamo ancora lavorando, c’è tempo”, ha spiegato, “però certamente questa mancanza di tasse di soggiorno a livelli più alti creerà un problema”.