L’artista visivo, regista e produttore Marco Perego Saldaña ha ripercorso il proprio cammino creativo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ieri, mercoledì 4 novembre, durante una lezione aperta al pubblico. Arrivato da Hollywood, ha raccontato il suo modo di concepire il cinema, dalla ricerca artistica alla regia e alla produzione internazionale, soffermandosi anche sul film autobiografico che sta realizzando in Italia.
L’incontro, intitolato “Directing and Producing in Hollywood and in Europe”, fa parte del programma del Master in International Screenwriting and Production (MISP) e della laurea magistrale The Art and Industry of Narration. Entrambi sono diretti dal professor Armando Fumagalli e impegnati da oltre vent’anni nella formazione di professionisti della scrittura per il cinema, la televisione e l’editoria, oltre che della produzione audiovisiva.
Il film sulla madre e i premi a Cannes
Il nuovo progetto nasce dalla storia della madre di Perego, colpita da afasia per tre anni. Scritto dal regista con Alex Dinelaris e girato da Janusz Kamiński, il film vede Valeria Golino nel ruolo della madre e Lorenzo Zurzolo in quello del figlio. La donna va in America a trovarlo e lì viene colpita dalla malattia. Nel cast figura anche Isabella Rossellini.
È un racconto autobiografico e personale, che affronta anche un tema contemporaneo: il valore delle donne e la loro possibilità di esprimersi. Il lavoro arriva dopo la consacrazione internazionale di Perego Saldaña al Festival di Cannes 2026, dove due film da lui coprodotti hanno ottenuto i principali riconoscimenti.
Fjord, diretto da Cristian Mungiu e in uscita in Italia il 19 novembre, ha conquistato la Palma d’Oro; Minotaur, diretto da Andrej Zvjagincev e nelle sale italiane dal 29 ottobre, ha ricevuto il Grand Prix. Un risultato senza precedenti per un produttore nella storia della manifestazione.
Dalle arti visive al cinema
La carriera di Perego è cominciata a New York, tra alti e bassi, con una ricerca nelle arti visive sviluppata attraverso la pittura e la scultura. Le sue opere sono state esposte al MAMbo di Bologna, all’Andy Warhol Museum di Pittsburgh e alla Biennale di Venezia. La volontà di esplorare nuove possibilità narrative e visive lo ha poi portato al cinema, mettendo in relazione discipline diverse, dalla scrittura alla produzione.
L’esordio nella sceneggiatura e nella regia è arrivato con The Absence of Eden (2023), prodotto da Martin Scorsese e interpretato da Zoë Saldaña, premio Oscar 2025 e moglie di Perego dal 2013. Ha poi diretto Dovecote (2024), ambientato nel carcere femminile della Giudecca a Venezia, presentato all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica e inserito nella selezione preliminare degli Oscar 2025 per i cortometraggi.
Perego ha ricordato anche le difficoltà degli inizi: «Nella mia vita devo ringraziare la mia famiglia e in particolare mio padre, che mi ha sempre spronato a non mollare e ad inseguire i miei sogni, soprattutto nei momenti più duri degli inizi a New York, quando ho dormito anche in metropolitana».
Dovecote e il confronto con il pubblico
La proiezione di Dovecote, seguita dal commento con i partecipanti, ha aperto l’incontro milanese. Girato in bianco e nero nel vero carcere femminile della Giudecca, il corto racconta due donne in momenti opposti e decisivi: una sta per uscire, l’altra entra per la prima volta. Accanto a Zoë Saldaña recitano anche donne detenute, la cui presenza lega il racconto al luogo in cui si svolge.
Il film propone una riflessione sul confine tra la libertà, identificata nell’essere comunità, e la reclusione, sull’identità e sulla possibilità di ricominciare. Attraverso i suoi progetti, Perego Saldaña ha condiviso con il pubblico le esperienze, le intuizioni e le sfide del processo creativo e produttivo, tra sperimentazione artistica e industria cinematografica.
«Nella mia vita, come nella mia carriera, cerco sempre di circondarmi di persone migliori di me», ha raccontato, sottolineando l’importanza delle guide professionali e citando Alejandro González Iñárritu tra quelle con cui ha lavorato. Ha infine invitato il pubblico a vedere Minotaur: «In Italia è uscito il film Minotaur, che ho coprodotto e invito tutti ad andarlo a vedere, è una storia molto potente».
