Non accenna a placarsi la bufera mediatica scatenatasi attorno a BellaMà, il programma del pomeriggio di Rai 2 condotto da Pierluigi Diaco. Al centro delle polemiche è finita l’intervista rilasciata da Alberto Ravagnani, ex sacerdote e attuale concorrente di Ballando con le Stelle, incalzato dal conduttore con domande insistenti sulla propria sfera personale e sull’orientamento sessuale. Un atteggiamento che ha provocato l’imbarazzo del giovane in diretta e una dura presa di posizione da parte della produzione di Ballando con le Stelle e di Milly Carlucci.
Sulla vicenda è intervenuta l’avvocata Kathy La Torre. Ai microfoni di Newzgen, intervistata da Andrea D’Eusebio e Alessandra D’Ippolito, ha annunciato di aver già intrapreso le prime azioni formali contro la trasmissione e la Rai, chiedendo provvedimenti severi nei confronti del conduttore.
Le dichiarazioni ufficiali dell’avvocata Kathy La Torre
La Torre ha ricostruito così la sua posizione e le iniziative intraprese: “Io ho fatto, come libera cittadina, la mia segnalazione alla Rai e anche all’Agcom e penso che l’abbiano fatto tante altre persone. Basta fornire le persone di alcuni strumenti e di alcune consapevolezze. Diaco ha violato una serie di normative, il GDPR sulla privacy e la riservatezza, il codice stesso della Rai, quindi io penso che lui dovrebbe essere sospeso quantomeno o comunque l’organismo di vigilanza della Rai dovrebbe affrontare questo caso. Credetemi, non è tollerabile in nessun canale della televisione, privata o servizio pubblico che sia, che una persona venga incalzata con domande sul proprio orientamento sessuale e quando non risponde venga ulteriormente incalzata “perché noi siamo curiosi”, ma sarà curioso lui. Io non sono curiosa dell’orientamento sessuale di nessuno e le persone fanno volutamente, nel caso coming out, quando ritengono, come ritengono. Il coming out o in generale parlare della propria identità sessuale e della propria vita è qualcosa che rientra nella nostra sfera di totale privacy, riservatezza e libertà e forzarla in quel modo è un atto di violenza inaudita andata in onda sulla Tv pubblica. Io sinceramente mi rifiuto di pagare il canone Rai se quello che va in onda è spazzatura di questo tipo.”
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