Gli attacchi informatici hanno coinvolto gli impianti di refrigerazione di centinaia di supermercati in Italia e in altri Paesi europei, causando malfunzionamenti e problemi nella conservazione degli alimenti. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) ha chiesto mercoledì 4 novembre verifiche urgenti sulle protezioni dei sistemi industriali controllabili da remoto.
L’avvertimento è rivolto a tutti i soggetti pubblici e privati che utilizzano questi apparati, non soltanto alle aziende colpite. Il rischio riguarda la catena del freddo: le procedure e le tecnologie necessarie a mantenere alimenti, farmaci e altri prodotti a temperature controllate durante la conservazione e il trasporto.
Le conseguenze per gli alimenti e i materiali sanitari
Le segnalazioni sugli attacchi ai supermercati hanno interessato in particolare la Sicilia e diversi Paesi europei. Le conseguenze possono superare il danno economico per i punti vendita: se frigoriferi e congelatori non mantengono le temperature previste, i prodotti deperibili possono deteriorarsi e diventare inadatti al consumo.
L’Acn ha avvertito che la compromissione degli apparati può interrompere la refrigerazione, causare la perdita dei materiali conservati e rendere indisponibili i servizi, con possibili conseguenze per la salute. Non è la conferma di un rischio sanitario generalizzato per i consumatori: l’allarme riguarda gli effetti che eventuali compromissioni potrebbero determinare.
La questione interessa anche ospedali, laboratori e strutture che conservano materiali biologici. Tra gli episodi segnalati negli ultimi giorni figurano gli attacchi ai sistemi di alcuni siti della banca del sangue francese. Qui le temperature corrette sono essenziali per conservare sangue, emocomponenti e altri materiali sanitari: un’alterazione può compromettere i prodotti destinati all’assistenza e interrompere le attività.
Gli accessi da remoto e gli altri impianti esposti
Molti impianti moderni permettono di monitorare le temperature, modificare le impostazioni e gestire le anomalie a distanza. Queste funzioni facilitano la manutenzione e il controllo, ma possono diventare un punto debole quando le interfacce amministrative sono esposte su internet o protette in modo insufficiente.
Il richiamo dell’Agenzia riguarda i sistemi di controllo industriale e le tecnologie operative, indicate con la sigla Ot, che gestiscono le infrastrutture fisiche. Oltre alla refrigerazione, comprendono la climatizzazione, le reti idriche, la produzione di energia e la videosorveglianza. In presenza di vulnerabilità, un accesso non autorizzato potrebbe modificare i parametri operativi, interferire con gli impianti o disattivare alcuni controlli.
Le verifiche urgenti richieste dall’Acn
La priorità è eliminare l’esposizione diretta su internet delle interfacce amministrative. L’Acn raccomanda di verificare i parametri operativi, il funzionamento degli allarmi e la sicurezza degli accessi per la manutenzione a distanza.
Le organizzazioni devono controllare anche le credenziali degli utenti autorizzati, gli aggiornamenti dei dispositivi e le eventuali vulnerabilità. La separazione tra le reti informatiche tradizionali e quelle degli impianti industriali serve a limitare la propagazione di un’intrusione.
La richiesta di interventi urgenti e controlli continui riguarda tutte le organizzazioni che gestiscono sistemi industriali attraverso le reti informatiche: la loro protezione interessa anche la continuità dei servizi essenziali e, in alcuni casi, la salute pubblica. In presenza di anomalie o sospetti accessi abusivi, l’Agenzia chiede di attivare subito le procedure di gestione degli incidenti e informare gli organismi competenti.
