Le forze armate dell’Indonesia hanno avviato lunedì un rafforzamento della presenza a Jakarta, impiegando inizialmente 2.100 militari e addetti appartenenti a unità già stanziate nella capitale. L’operazione si svolge durante un’inchiesta sulle presunte intercettazioni illegali ai danni del presidente Prabowo Subianto, ma le autorità non hanno confermato alcun collegamento tra l’indagine e il movimento delle truppe.
L’arrivo dei reparti provenienti da fuori città era previsto a partire da mercoledì. Secondo il viceammiraglio Yayan Sofiyan, assistente per le operazioni della marina, il dispiegamento militare porterà il personale complessivamente coinvolto a 20.980 unità.
Il piano comprende reparti di fanteria di marina e altre unità navali, oltre a personale dei centri di addestramento e delle basi navali di Java e della provincia di Lampung. Altri 13.140 militari e addetti sono stati posti in stato di allerta, pronti a essere impiegati in caso di necessità.
Sofiyan non ha precisato lo scopo dell’operazione né ha risposto alle domande su eventuali preoccupazioni per la sicurezza o tensioni politiche nella capitale legate all’inchiesta e ai fermi.
Le forze armate richiamano la sicurezza nazionale
Il portavoce delle forze armate indonesiane, il maggior generale Muhammad Nas, ha definito il movimento delle truppe una procedura ordinaria per garantire la sicurezza nazionale e l’integrità territoriale.
«I dispiegamenti di truppe sono un evento normale», ha dichiarato Nas, aggiungendo che le forze armate «devono essere sempre pronte a proteggere l’intera nazione e a salvaguardare l’integrità della Repubblica di Indonesia».
Tre generali sospettati di intercettazioni illegali
La polizia ha comunicato nella tarda serata di martedì, durante una conferenza stampa televisiva, il fermo di tre alti generali, sospettati nell’indagine sulle intercettazioni. Si tratta dell’attuale capo di gabinetto della presidenza, il generale Listyo Sigit Prabowo, e dei generali Ahrie Sonta Nasution ed Eko Hadi Santoso. I provvedimenti erano stati eseguiti domenica.
L’inchiesta riguarda presunte intercettazioni illegali di comunicazioni, accessi non autorizzati a sistemi elettronici e cancellazioni di dati. Tra le persone che sarebbero state sottoposte a sorveglianza senza autorizzazione figurano, oltre al presidente, esponenti del governo, politici, giornalisti, rappresentanti della società civile e dirigenti d’impresa.
Secondo la polizia, le intercettazioni sarebbero avvenute tra il 2025 e il 2026, quando Listyo era capo della polizia indonesiana. I sospettati avrebbero ordinato le attività senza rispettare le procedure previste.
I tre sono inoltre accusati di aver disposto, alla fine di ottobre, la cancellazione dei file contenenti le comunicazioni intercettate, presumibilmente per nascondere le prove ed eliminare le tracce dell’operazione. Non hanno risposto pubblicamente alle accuse.
Le possibili imputazioni riguardano l’intercettazione, la registrazione, la deviazione, l’alterazione, l’ostacolo o il monitoraggio illeciti di comunicazioni elettroniche non pubbliche: reati che prevedono pene fino a 10 anni di carcere.
