Leonardo Maria Del Vecchio, il quartogenito del fondatore di Luxottica, aveva presentato qualche giorno fa un’offerta da 22 miliardi di euro per acquistare le quote dei fratelli e delle sorelle in Delfin, la holding finanziaria della famiglia. Quattro degli otto soci hanno infatti respinto la proposta, inviando una lettera comune all’imprenditore.
Il presidente di Lmdv Capital aveva reso nota l’offerta in una lettera pubblicata su Qn, di cui è l’editore, definendola la proposta “più seria che io abbia mai fatto”.
L’offerta per sei partecipazioni e il sostegno di Citi
La proposta riguardava sei partecipazioni del 12,5% ciascuna, con un’offerta di circa 3,7 miliardi di euro per ogni quota. L’operazione avrebbe attribuito all’intera holding una valutazione di circa 29,6 miliardi di euro. A respingerla sono stati Rocco Basilico, Paola, Luca e Clemente Del Vecchio.
L’acquisizione avrebbe avuto il sostegno della banca americana Citi, disponibile a finanziarla per un valore complessivo di 22 miliardi di euro. Il progetto puntava dunque all’acquisto delle partecipazioni degli altri eredi, attraverso un finanziamento bancario a supporto dell’offerta.
Il riacquisto delle quote e la proposta di Strnad
La stessa Delfin starebbe lavorando a un progetto che le permetterebbe di riacquistare fino al 25% delle proprie quote. Si tratterebbe di un’operazione alternativa rispetto all’acquisizione del controllo perseguita da Leonardo Maria Del Vecchio.
Secondo le indiscrezioni della stampa finanziaria, cinque banche avrebbero manifestato interesse a sostenerla: Crédit Agricole, BNP Paribas, Intesa Sanpaolo, Citi e UniCredit. Citi compare quindi sia tra gli istituti interessati al possibile riacquisto sia come banca che avrebbe sostenuto la proposta dell’imprenditore.
Il confronto sul futuro della holding comprende anche l’iniziativa di Michal Strnad, imprenditore ceco attivo nel settore della difesa. Strnad avrebbe offerto circa 30 miliardi di euro per acquisire Delfin, ma anche la sua proposta ha incontrato l’opposizione dei quattro soci.
Gli equilibri familiari e il precedente accordo con Luca e Paola
Delfin è una delle principali holding finanziarie europee: detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, oltre a importanti partecipazioni in Generali e Monte dei Paschi di Siena e a investimenti in UniCredit. Leonardo Maria è responsabile della strategia di EssilorLuxottica e presidente di Ray-Ban.
Dopo la morte di Leonardo Del Vecchio nel 2022, gli otto eredi del fondatore di Luxottica hanno ricevuto ciascuno il 12,5% di Delfin, ma i rapporti tra Leonardo Maria e i fratelli sono complicati da diversi anni. I contrasti hanno riguardato la gestione della holding, dalla distribuzione dei dividendi alle regole sulle decisioni societarie.
L’imprenditore ha cercato più volte di modificare gli equilibri societari acquistando le quote degli altri eredi. Un accordo con Luca e Paola Del Vecchio era stato raggiunto ad aprile 2026: prevedeva l’acquisto delle loro partecipazioni, complessivamente pari al 25% di Delfin, per circa 10 miliardi di euro. L’operazione non è stata completata per la mancata concessione delle garanzie finanziarie richieste.
Il rifiuto di Seif e gli investimenti nell’editoria
Di recente, Leonardo Maria Del Vecchio è stato colpito da un altro rifiuto, questa volta però nel settore editoriale che ha catturato l’interesse dell’imprenditore dall’inizio di quest’anno. Del Vecchio aveva manifestato il 25 ottobre l’intenzione di acquistare, attraverso Lmdv Media, la Società Editoriale Il Fatto (Seif), che pubblica il Fatto Quotidiano. Il progetto prevedeva una possibile offerta pubblica di acquisto da oltre 7 milioni di euro.
I soci fondatori del giornale, tra cui Marco Travaglio, Peter Gomez e Antonio Padellaro, hanno comunicato di non essere interessati a vendere le proprie quote. “Il Fatto non è in vendita”, ha dichiarato Padellaro. Così l’imprenditore ha rinunciato all’acquisizione il 29 ottobre, dopo che il consiglio di amministrazione di Seif aveva respinto anche la richiesta di accesso ai dati finanziari della società.
Un interesse, quello per il Fatto Quotidiano, che arriva dopo la pubblicazione di alcuni articoli critici nei suoi confronti in particolare quelli che raccontano il processo Equalize e le accuse di diffamazione dell’ex compagna.
In ogni caso la scalata verso l’editoria di Leonardo Maria Del Vecchio in altri quotidiani è riuscita a fruttare: ha acquistato il 30% de Il Giornale a dicembre 2025 e ha completato, a maggio 2026, l’acquisizione dell’80% di Editoriale Nazionale, il gruppo che controlla Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Quotidiano Nazionale. Il suo obiettivo, almeno quello dichiarato, è costruire un polo editoriale italiano attraverso investimenti di lungo periodo nel settore dell’informazione.
