Una proposta da circa 30 miliardi di euro per il controllo di Delfin è stata recapitata agli otto soci della holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio con una lettera di cinque pagine datata 20 ottobre e ricevuta dall’amministratore delegato Romolo Bardin, secondo Domani. È la prima offerta formale sull’intero gruppo dalla scomparsa del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio.
A presentarla è Michal Strnad, 34 anni, finanziere e imprenditore ceco, che mette sul tavolo l’acquisto del 100% con uno sconto del 30% sul valore patrimoniale netto e, in alternativa, si dichiara disponibile a rilevare il 62,5% per assicurarsi il controllo. L’offerta, valida 30 giorni, verrebbe finanziata con liquidità, prestiti bancari e partner finanziari.
Le partecipazioni di Delfin e il profilo di Strnad
Delfin controlla la multinazionale degli occhiali EssilorLuxottica e possiede partecipazioni in Generali (10%), UniCredit (2,7%) e Mps (17%).
Strnad guida il gruppo della difesa Czechoslovak Group (CSG), con ricavi stimati a 7,6 miliardi nel 2026. Inserito da Forbes tra gli uomini più ricchi del mondo, ha costruito la sua fortuna nell’espansione della difesa e degli armamenti. In Italia ha acquisito lo storico marchio di munizioni Fiocchi e, a luglio, il 14% di Pirelli, dopo il ridimensionamento della presenza cinese di Sinochem.
Lo statuto, i voti necessari e le frizioni tra gli eredi
Strnad pone una condizione vincolante: eliminare la clausola statutaria che riserva i titoli ai soli eredi Del Vecchio. Per farlo serve il voto dell’88% del capitale; con otto quote del 12,5% ciascuna, occorre di fatto l’unanimità.
Alcuni azionisti hanno lamentato un’informazione tardiva sull’offerta, alimentando frizioni con il presidente Francesco Milleri, che ne sarebbe stato a conoscenza fin dall’inizio. Diverse fonti legali interpellate da Domani ritengono insufficiente la valutazione e segnalano che un eventuale cambio di controllo potrebbe far scattare un’offerta pubblica di acquisto su EssilorLuxottica, il cui valore complessivo supera gli 80 miliardi.
La compagine resta segnata da contenziosi pendenti. Luca, Clemente e Paola hanno accettato l’eredità con beneficio d’inventario, bloccando i dividendi oltre il 10%. Tre soci hanno avviato di recente un’azione in Lussemburgo per rimuovere l’unanimità sulle delibere relative al consiglio di amministrazione.
Secondo MF-Milano Finanza, Leonardo Maria Del Vecchio ha offerto una decina di giorni fa 3,5 miliardi di euro per il 12,5% detenuto dal fratellastro Rocco Basilico. Quest’ultimo ha rifiutato il 29 ottobre, sostenendo che la partecipazione vale almeno 4,3 miliardi.
