La Corte d’appello di Bologna avrebbe proposto il 2 novembre 2026 un accordo per chiudere la controversia civile tra Gianluca Vacchi e il suo ex collaboratore Pietro Oliva. L’ipotesi prevederebbe un versamento di circa 200mila euro da parte di Oliva all’imprenditore e influencer bolognese. Era stato invece l’ex assistente a chiedere circa 700mila euro per ferie e permessi che sosteneva di non aver mai goduto né ricevuto in pagamento durante oltre quindici anni di lavoro.
Non si tratta di una condanna né di una sentenza definitiva: la proposta di conciliazione non è vincolante e dovrà essere valutata dalle parti. Oliva, assistito dall’avvocato giuslavorista Giovanni Morpugno, dovrà decidere se accettare la soluzione prospettata oppure proseguire la causa.
La richiesta di Oliva e la decisione di primo grado
Pietro Oliva ha 55 anni ed è originario di San Pantaleo, frazione di Olbia. Ha lavorato per oltre quindici anni al fianco di Gianluca Vacchi, occupandosi della gestione delle sue finanze e delle proprietà immobiliari, comprese quelle in Costa Smeralda e all’estero.
La causa di lavoro è stata avviata dopo la fine del rapporto professionale. Oliva sosteneva di aver maturato ferie e permessi mai goduti né retribuiti: da qui la richiesta di circa 700mila euro, corrispondenti agli arretrati che riteneva gli spettassero.
Il giudizio di primo grado si era concluso senza riconoscere alcun pagamento a suo favore. Il tribunale civile aveva però respinto le pretese economiche di entrambe le parti: Vacchi non doveva versare le somme richieste per ferie e permessi, ma neppure Oliva era tenuto a risarcire l’imprenditore per i presunti ammanchi nei suoi conti.
La sentenza aveva inoltre escluso, nell’ambito di quel giudizio, che l’ex collaboratore si fosse appropriato del denaro del datore di lavoro. Il pagamento di circa 200mila euro prospettato in appello rappresenterebbe dunque una conclusione diversa della disputa economica, senza costituire automaticamente un accertamento di responsabilità a carico di Oliva.
Il procedimento penale a Tempio Pausania
La controversia civile non è l’unico procedimento che coinvolge l’ex collaboratore. Davanti al tribunale di Tempio Pausania, in Sardegna, è in corso un processo penale per presunti ammanchi nelle disponibilità finanziarie di Vacchi.
Il procedimento è distinto dalla causa civile e dovrà accertare autonomamente le eventuali responsabilità dell’imputato. Oliva resta presunto innocente fino a una condanna definitiva: l’eventuale accordo tra le parti non equivale a una condanna penale.
La prossima udienza è prevista per il 22 marzo 2027, quando dovrebbe riprendere l’esame dei testimoni dell’accusa.
