La Francia si prepara a un nuovo sabato di mobilitazioni. Oggi, 31 ottobre, studenti, sindacati e Gilet gialli tornano nelle piazze per il terzo fine settimana consecutivo di proteste contro il carovita, la situazione dei servizi pubblici e le politiche del governo guidato da Emmanuel Macron. Il ministero dell’Interno ha disposto un imponente dispositivo di sicurezza: circa 70mila tra poliziotti e gendarmi saranno mobilitati su tutto il territorio nazionale.
L’allarme delle autorità è legato soprattutto al rischio di nuovi episodi di violenza urbana, dopo i saccheggi e gli scontri del 17 ottobre. La coincidenza con la notte di Halloween aumenta le preoccupazioni: il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha parlato di un rischio significativo di azioni violente, anche in serata.
Parigi, cortei spostati in periferia e coprifuoco notturno
La capitale è tra le città maggiormente interessate dalle misure di sicurezza. La prefettura aveva vietato i percorsi dei cortei nel centro di Parigi, compreso quello proposto dai sindacati tra Bastiglia e Nation. Dopo una prima decisione del tribunale amministrativo che aveva autorizzato il percorso, il Consiglio di Stato ha confermato il divieto.
Il corteo autorizzato si svolgerà quindi lungo un itinerario periferico, da Porte de Bagnolet a Porte de Charenton. La decisione ha provocato critiche da parte delle organizzazioni studentesche e sindacali, che contestano le restrizioni alla possibilità di manifestare nel centro della città.
Dalle 23 di venerdì e per tutto il fine settimana sono inoltre entrate in vigore restrizioni notturne in alcune aree centrali, tra République e Les Halles. Le misure prevedono il divieto di accesso in determinate zone tra le 23 e le 6 del mattino, dopo che alcuni di questi quartieri erano stati interessati da saccheggi e danneggiamenti nelle precedenti mobilitazioni.
Perché la Francia protesta: carovita, scuola e servizi pubblici
Le manifestazioni nascono da una mobilitazione studentesca contro le condizioni della scuola e le prospettive di accesso all’università, ma nel corso delle settimane hanno assunto una dimensione più ampia.
Alle richieste degli studenti si sono unite quelle dei sindacati e dei Gilet gialli, con contestazioni che riguardano l’aumento del costo della vita, il prezzo dei carburanti, la qualità dei servizi pubblici e le disuguaglianze sociali.
Il movimento si è progressivamente esteso anche grazie alla mobilitazione sui social network, attraverso i quali studenti e gruppi locali hanno organizzato blocchi e manifestazioni. Le proteste hanno coinvolto diverse città francesi, tra cui Parigi, Lione, Marsiglia, Lille e Grenoble.
Gli scontri del 17 ottobre e il bilancio delle precedenti proteste
Il timore di nuove violenze è legato soprattutto a quanto accaduto il 17 ottobre, quando le manifestazioni erano state accompagnate da saccheggi, danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine in diverse città.
Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno francese, nella giornata del 24 ottobre sono state fermate 1.314 persone. Le manifestazioni avevano registrato una partecipazione stimata in circa 410mila persone secondo le autorità, mentre la CGT aveva parlato di 800mila partecipanti.
La giornata era stata in gran parte pacifica, ma non erano mancati episodi di tensione a Parigi e in altre città. Il governo vuole evitare che la nuova mobilitazione si trasformi nuovamente in una serie di saccheggi e attacchi alle attività commerciali.
Il governo promette tolleranza zero per le violenze
Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato una risposta particolarmente rigorosa nei confronti di eventuali disordini. Le autorità hanno segnalato appelli diffusi sui social network a compiere saccheggi e azioni violente, alcuni dei quali farebbero riferimento a un clima insurrezionale.
Il ministro della Giustizia Darmanin ha chiesto inoltre una maggiore attenzione giudiziaria nei confronti dell’incitamento pubblico alla violenza online, richiamando la possibilità di utilizzare gli strumenti già previsti dalla legge per limitare l’accesso ai social media.
Le proteste francesi si inseriscono in una mobilitazione più ampia che sta attraversando anche altri Paesi europei, con iniziative giovanili che mettono al centro istruzione, costo della vita, servizi pubblici e futuro economico. Per il governo Macron, la giornata del 31 ottobre rappresenta un nuovo banco di prova sul fronte dell’ordine pubblico e del rapporto con una parte della popolazione che continua a chiedere risposte.
