La Francia da settimane è protagonista delle proteste studentesche che possiedono evidenti connotati generazionali; i ragazzi sono scesi in piazza mascherati con diversi simboli; uno di questi è la bandiera del celebre anime One Piece. Il 18 ottobre, l’accounto Anime Spotlight ha pubblicato su X alcune fotografie delle proteste francesi, accompagnandole con la frase: “I personaggi degli anime stanno diventando simboli della resistenza della Gen Z in Francia“.
Il post ha raggiunto 3,9 milioni di visualizzazioni, attirando l’attenzione soprattutto degli utenti giapponesi, che hanno criticato l’utilizzo dei personaggi degli anime durante le manifestazioni, definendolo “improprio e degradante” e arrivando addirittura a parlare di “appropriazione culturale”
“Questa è una profanazione della cultura giapponese”, come è iniziata la guerra su X
“Questa è una profanazione della cultura giapponese e degli anime giapponesi. Se amate davvero gli anime, non dovreste mai compiere un atto così offensivo nei loro confronti, nemmeno a costo della vita”, ha scritto il l’utente @sakitio7630569, in un post che ha raccolto oltre 2.800 mi piace.
“Sono persone che non riescono nemmeno ad affermare se stesse senza ricorrere agli anime o ai manga giapponesi e che adorano appropriarsi della cultura altrui. È per questo che riescono tranquillamente a distruggere il proprio Paese, saccheggiare e appiccare incendi. Li disprezzo sinceramente, dal profondo del cuore”, ha commentato un utente giapponese. C’è anche chi ha addirittura accusato i manifestanti di essere “criminali, truffatori e terroristi” che utilizzano il nome della serie per i propri scopi.
@AnimeSpotlightt 日本のアニメや漫画に頼らないと自己主張すらできない、文化の盗用が大好きな連中だ。
だから自国を破壊し、略奪し、放火することも平然とやってのける。。私は彼らを心から軽蔑する。— ルル🟩⬜️🟪🇯🇵 (@venom_emi) October 19, 2026
I francesi rispondono con insulti razzisti: “Mi dispiace se hai il suicidio programmato alle 17.30”
A quel punto, alcuni utenti francesi hanno risposto con attacchi altrettanto offensivi. Su X sono diventati virali video e meme che prendono di mira la cultura lavorativa giapponese, il suicidio e la sessualizzazione delle minorenni nei manga.
“Il giapponese che ringrazia il proprio capo per averlo lasciato uscire tre minuti prima dalle sue 65 ore lavorative settimanali. Ed è mercoledì“, scrive l’utente francese @namekoisvnr, in un post che ha superato gli 11 milioni di visualizzazioni.
In un altro, accompagnato da un video ironico, si legge: “Il giapponese che vuole finire velocemente di lavorare perché ha programmato di suicidarsi alle 17:30″. Le provocazioni sono proseguite per giorni, alimentate anche dalle traduzioni automatiche dei contenuti, che hanno permesso agli utenti di partecipare alle discussioni indipendentemente dalla lingua.
Le japonais qui veut vite finir le taff parce qu’il a un suicide prévu à 17h30 https://t.co/XGKiYaLmNq
— 𝙀𝙣𝙛𝙖𝙣𝙩𝟮𝙇𝙖𝘾𝙖𝙛🇫🇷🇧🇷™ (@E2LaCaf) October 22, 2026
Perché One Piece e gli anime sono diventati simboli di ribellione
Le proteste francesi sono iniziate a settembre, con gli studenti delle scuole superiori scesi in strada per denunciare la carenza di insegnanti, le condizioni degli edifici scolastici e il sovraffollamento delle classi. Successivamente, le mobilitazioni si sono allargate anche al caro vita, alla perdita del potere d’acquisto e alle condizioni dei servizi pubblici. Il 17 ottobre, durante le manifestazioni, accanto agli studenti sono comparsi anche manifestanti vestiti da Luffy, Goku, Piccolo e altri protagonisti degli anime giapponesi.
Tra i simboli più riconoscibili c’è la bandiera dei pirati di Cappello di Paglia, protagonisti di One Piece, il manga di Eiichiro Oda. Nella storia, Luffy e il suo equipaggio combattono ripetutamente contro governi corrotti, autorità oppressive e sistemi fondati sulla disuguaglianza. Per questo motivo, la bandiera è già comparsa durante numerose proteste giovanili in tutto il mondo, dall’Italia al Nepal all’Indonesia.
