Si aggrava il clima di tensione attorno alla gip Tiziana Landoni, la magistrata che ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher, il 30enne coinvolto nell’inchiesta sul Movimento 17 ottobre. Dopo le polemiche politiche sulla decisione giudiziaria, sui social sono comparsi insulti, attacchi personali e minacce che hanno spinto il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, a chiedere una valutazione urgente delle condizioni di sicurezza della giudice.
La vicenda ha provocato anche la reazione dell’Associazione nazionale magistrati (Anm) di Milano, che ha denunciato la gravità degli attacchi, alcuni dei quali caratterizzati da contenuti sessisti. Nel frattempo, durante il corteo organizzato nel capoluogo lombardo contro il caro vita e il riarmo, sono comparsi cartelli a sostegno di Siher.
La lettera del Tribunale di Milano e l’ipotesi della scorta
Il presidente del Tribunale, Fabio Roia, ha inviato una lettera urgente al prefetto Claudio Sgaraglia, al questore Bruno Megale, al procuratore Marcello Viola e alla procuratrice generale Francesca Nanni. La comunicazione è stata trasmessa per conoscenza anche alla presidente dell’Ufficio gip, Ezia Maccora.
L’obiettivo è verificare se Tiziana Landoni sia esposta a rischi concreti e se sia necessario predisporre misure di tutela, fino all’eventuale assegnazione di una scorta.
Alla lettera sono state allegate alcune schermate di messaggi pubblicati online, raccolte attraverso un monitoraggio avviato dai vertici del Tribunale. Tra i contenuti individuati figurerebbero almeno due minacce esplicite.
La richiesta non equivale all’assegnazione automatica di una protezione: spetterà alle autorità competenti valutare il livello di rischio e stabilire quali eventuali interventi adottare.
Le minacce sui social e la denuncia dell’Anm: “Attacchi di inaudita gravità”
Le intimidazioni sarebbero iniziate dopo la decisione di non convalidare il fermo di Siher. Tra i messaggi segnalati compaiono espressioni come «spero per lei che sia già sotto scorta», insieme ad allusioni all’invio di buste contenenti proiettili.
Nelle ultime ore è stata inoltre diffusa sui social un’immagine della magistrata generata attraverso l’intelligenza artificiale, accompagnata da ulteriori offese.
L’Anm di Milano ha condannato gli episodi, parlando di attacchi «di inaudita gravità, dai contenuti apertamente diffamatori e connotati da una evidente matrice sessista».
Secondo l’associazione, le aggressioni personali non avrebbero riguardato soltanto Landoni. Anche altre magistrate, sia giudicanti sia requirenti, sarebbero state esposte pubblicamente attraverso fotografie e commenti offensivi.
Tra queste figura Francesca Crupi, pubblico ministero la cui fotografia sarebbe stata erroneamente associata alla gip Landoni, provocando ulteriori attacchi.
L’Anm ha espresso particolare preoccupazione per la diffusione di contenuti che prendono di mira personalmente le magistrate, oltrepassando il terreno della critica ai provvedimenti giudiziari.
La scarcerazione di Youssef Siher e le polemiche politiche
All’origine della vicenda c’è la decisione della gip Landoni di non convalidare il fermo di Youssef Siher, accusato nell’ambito delle indagini sul Movimento 17 ottobre, gruppo legato alle mobilitazioni milanesi.
Il provvedimento ha alimentato un acceso confronto politico, con le critiche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini.
La giudice, nelle motivazioni della decisione, ha distinto le condotte riconducibili alla disobbedienza civile dalle ipotesi di violenza e di reato eversivo contestate nell’inchiesta.
La scarcerazione ha così aperto uno scontro sul ruolo della magistratura e sulla valutazione delle condotte contestate a Siher. Alle polemiche istituzionali si è successivamente aggiunta la campagna di attacchi personali contro Landoni, che ha portato alla richiesta di verifiche sulla sua sicurezza.
Milano, al corteo contro il caro vita anche cartelli a sostegno di Siher
La vicenda ha trovato spazio anche nelle manifestazioni organizzate a Milano il 30 ottobre. Durante il corteo promosso dall’Usb contro il caro vita e il riarmo, alcuni partecipanti hanno esposto cartelli in solidarietà con Siher.
Su uno degli striscioni è stata riportata una frase attribuita al 30enne e contestata nell’ambito dell’inchiesta: “Lo Stato ci piscia addosso e i media ci fanno credere che piove”.
Dai megafoni sono arrivati anche interventi a suo sostegno, nei quali è stata contestata la fondatezza delle accuse nei suoi confronti.
La mobilitazione conferma quanto il caso abbia assunto una dimensione che supera quella strettamente giudiziaria, coinvolgendo il dibattito politico e le proteste di piazza.
Resta ora da capire quale sarà l’esito delle verifiche richieste dal Tribunale di Milano. Al momento non risulta confermata l’assegnazione di una scorta a Tiziana Landoni: la valutazione dell’eventuale necessità di protezione è affidata alle autorità competenti.
