I comandanti dei carabinieri Claudio Papagno, Antonio Sframeli e Vincenzo Spataro sono indagati dalla procura di Verona per concorso in omicidio colposo plurimo nell’inchiesta sulla strage di Castel d’Azzano. L’esistenza del fascicolo è emersa venerdì mattina, durante la prima udienza del procedimento disciplinare davanti alla Corte d’Appello a Venezia.
Papagno è il colonnello comandante provinciale dell’Arma; Sframeli, tenente colonnello, all’epoca dei fatti comandava il reparto operativo di Verona; Spataro è il capitano comandante della Compagnia di Villafranca. A difenderli è l’avvocato Gianfranco Ceoletta.
La procura indaga tre comandanti dei Carabinieri per le morti di Castel d’Azzano
A Palazzo Grimani, sede della Corte d’Appello, Ceoletta ha chiesto la sospensione della procedura disciplinare perché i suoi assistiti «sono già indagati» a Verona. Le indagini disciplinari fanno capo alla procura generale e riguardano i responsabili dell’intervento al casolare dei fratelli Ramponi.
La procuratrice generale Paola Tonini, affiancata dall’avvocato generale Nicola Proto, si è opposta alla richiesta. Per l’accusa si tratta di «percorsi paralleli che non si sovrappongono».
La difesa ha depositato un corposo memoriale con allegati. L’accusa ha chiesto tempo per studiare e approfondire il materiale; il presidente del collegio, Lorenzo Miazzi, scioglierà la riserva il 15 gennaio.
L’operazione al casolare e le vittime dell’esplosione
L’intervento a Castel d’Azzano, nel Veronese, risale al 14 ottobre 2025. L’operazione avrebbe dovuto portare allo sfratto di Maria Luisa, Dino e Franco Ramponi dal casolare e alla rimozione di eventuale materiale esplosivo. I fratelli hanno fatto esplodere l’edificio.
Nella deflagrazione sono morti tre carabinieri: Davide Bernardello, carabiniere scelto di 36 anni; Valerio Daprà, brigadiere capo di 56 anni; Marco Piffari, luogotenente con carica speciale, di 56 anni. La famiglia di Piffari ha presentato un esposto nel quale accusa i comandanti di negligenza.
A Verona è fissata per il 18 novembre la seconda udienza del processo ai fratelli Ramponi, accusati di strage. Per Spataro, Ceoletta si costituirà parte civile alla prossima udienza. Gli ufficiali indagati non potranno più essere sentiti come testimoni.
