Papa Leone XIV potrebbe entrare nella storia anche per un gesto apparentemente ordinario: votare alle elezioni americane. Il Pontefice, nato a Chicago con il nome di Robert Francis Prevost, ha richiesto una scheda elettorale per corrispondenza in vista delle elezioni di midterm del prossimo 3 novembre. La conferma è arrivata dall’ufficio elettorale della contea di Will, in Illinois, dove il Papa risulta ancora registrato come elettore.
La richiesta sarebbe stata presentata il 3 ottobre, circa un mese prima dell’appuntamento elettorale. Leone XIV potrà quindi partecipare al voto anche dal Vaticano, grazie alle disposizioni statunitensi che consentono ai cittadini americani residenti all’estero di votare per corrispondenza.
Non è ancora certo, tuttavia, che il Pontefice abbia effettivamente compilato e restituito la scheda. Secondo quanto riferito dalle autorità elettorali a NBC News, al 29 ottobre l’ufficio della contea non aveva ancora ricevuto il suo voto.
Perché il voto di Leone XIV potrebbe essere storico
Se la scheda venisse restituita e conteggiata, Leone XIV diventerebbe il primo Pontefice in carica a votare in un’elezione statunitense. Secondo Christopher Hale, autore della newsletter “Letters from Leo”, si tratterebbe anche del primo caso conosciuto di un Papa che partecipa a un’elezione politica durante il proprio pontificato.
Il diritto di voto del Pontefice deriva dalla sua cittadinanza americana, che non è stata rinunciata con l’elezione al soglio pontificio. Nonostante risieda stabilmente in Vaticano, Prevost conserva la registrazione elettorale in Illinois, nello stesso Stato in cui è cresciuto e ha vissuto prima di trasferirsi in Perù.
L’indirizzo elettorale risulta associato alla città di New Lenox, dove vive il fratello maggiore John Prevost. La normativa dell’Illinois consente agli elettori registrati di richiedere il voto per corrispondenza senza dover fornire una motivazione specifica.
Le elezioni di midterm e il voto in Illinois
Le elezioni del 3 novembre riguarderanno il rinnovo della Camera dei Rappresentanti, di una parte del Senato e diverse cariche statali e locali. In Illinois, tra le principali competizioni figurano quella per il governatore e quella per un seggio al Senato degli Stati Uniti.
Il voto per corrispondenza permette al Pontefice di partecipare alla consultazione senza lasciare il Vaticano. La sua scheda, una volta compilata e restituita, sarà gestita secondo le normali procedure elettorali dello Stato.
I registri elettorali mostrano che Prevost ha partecipato in passato a diverse consultazioni. Ha votato alle primarie democratiche del 2008 e del 2010 e a quelle repubblicane del 2012, 2014 e 2016. Risulta inoltre aver partecipato alle elezioni generali del 2012, 2014, 2018 e 2024.
In Illinois non è necessario registrarsi formalmente a un partito per votare alle primarie: gli elettori possono scegliere di volta in volta la scheda del partito per cui intendono esprimere la propria preferenza.
Il rapporto tra Papa Leone XIV e Donald Trump
La notizia della richiesta della scheda elettorale arriva in un momento di attenzione internazionale per il rapporto tra il Pontefice e l’amministrazione di Donald Trump. Da quando è stato eletto nel maggio 2025, Leone XIV ha espresso pubblicamente posizioni critiche su diverse scelte della Casa Bianca, soprattutto in materia di immigrazione e politica estera.
Tra i temi di maggiore distanza figurano la gestione dei migranti e il conflitto con l’Iran. Il Papa ha più volte richiamato la necessità di privilegiare il dialogo diplomatico e la pace, mentre le sue dichiarazioni hanno provocato anche reazioni da parte del presidente americano e del vicepresidente JD Vance.
La richiesta di voto, tuttavia, non rivela quale candidato o partito il Pontefice intenda sostenere. La scelta resta personale e, come per ogni altro elettore, il contenuto della scheda è coperto dal segreto elettorale.
La vicenda assume comunque un significato particolare: il primo Papa nato negli Stati Uniti potrebbe partecipare a un appuntamento elettorale del proprio Paese d’origine mentre guida la Chiesa cattolica da Roma. Per ora è confermata la richiesta del voto per corrispondenza, ma soltanto la restituzione della scheda potrà trasformare questa possibilità in un evento storico.
