Tiziana Landoni, la gip di Milano che non ha convalidato il fermo né disposto la custodia cautelare in carcere per il giornalista 30enne Youssef Siher, è finita al centro di numerosi attacchi da parte del governo. “Ordinanza vergognosa”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ora interviene il Consiglio superiore della magistratura (Csm): è stata chiesta l’apertura di una pratica a tutela della giudice, proprio in seguito alle dichiarazioni della premier e di altri esponenti della maggioranza.
La richiesta è stata sottoscritta da tutti i consiglieri togati del Csm, ad eccezione dei sei appartenenti a Magistratura Indipendente (Mi) – Paola D’Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti – e da tre consiglieri laici: Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli.
Csm, gli attacchi del governo alla giudice che ha scarcerato Siher
Gli attacchi del governo sono iniziati mercoledì 28 ottobre, quando la gip Tiziana Landoni ha disposto la scarcerazione di Youssef Siher, ricercatore e giornalista 30enne fermato nella notte tra sabato e domenica in quanto amministratore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre”, nato dopo le proteste degenerate in scontri avvenuti a Milano il 17 e 18 ottobre.
La Procura di Milano aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per il giovane, accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche. La giudice, però, ha ritenuto insufficienti gli elementi raccolti dagli investigatori.
“Ordinanza vergognosa”
La decisione di Landoni ha provocato l’immediato attacco della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che in un video pubblicato sui social l’ha definita “vergognosa” e una “mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del Ministero degli Interni e in generale di tutti coloro che si adoperano per difendere la gente perbene”.
Anche il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto, definendo la scarcerazione “incomprensibile” e “assurda”. “Se si verificheranno nuovi episodi di violenza e altri danni, a partire dai cortei di questo venerdì a Milano, pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo?”, ha dichiarato.
La risposta della magistratura: “Attacchi irricevibili”
Prima dell’intervento del Csm, la giudice Landoni aveva già ricevuto la solidarietà dell’Associazione nazionale magistrati e dei vertici del Tribunale di Milano.
Il presidente del Tribunale, Fabio Roia, e la presidente della sezione Gip-Gup, Ezia Maccora, hanno definito le dichiarazioni degli esponenti politici “irricevibili”, sostenendo che evidenzino una “scarsa conoscenza, reale o mascherata, degli istituti giuridici di uno Stato di diritto”.
Anche l’Anm ha condannato le critiche, ricordando che l’autonomia e l’indipendenza della magistratura rappresentano due principi fondamentali della democrazia. Secondo l’associazione, la delegittimazione dei giudici rischia di compromettere la credibilità delle istituzioni.
Perché la gip ha scarcerato Youssef Siher
Nelle 37 pagine dell’ordinanza, Tiziana Landoni ha spiegato che i contenuti pubblicati da Siher sui social non configurano, sulla base degli elementi raccolti, un’istigazione a commettere reati.
Il 30enne si è limitato a promuovere una mobilitazione collettiva contro le politiche del governo, evocando forme di “disobbedienza civile” senza prospettare il ricorso alla violenza.
Landoni ha dunque escluso la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e non ha riconosciuto elementi concreti a sostegno del pericolo di fuga.
