La tregua è entrata in vigore a Oleshky, nella regione ucraina di Kherson, il 27 ottobre 2026, con l’interruzione del fuoco russo dalle 4, ora di Mosca. Il ministero della Difesa russo ha comunicato su Telegram che lo stop nel settore di Kherson rientra nei preparativi per un’operazione umanitaria. Per la città assediata dai russi e ridotta alla fame si erano mobilitati anche Papa Leone XIV e Melania Trump.
Melania Trump ha riferito dell’estensione della tregua umanitaria da Oleshky all’interno della regione di Kherson. Gli attacchi sono però continuati nel resto dell’Ucraina.
I colloqui con Putin e le critiche della Danimarca
Il presidente finlandese Alexander Stubb e il premier norvegese Jonas Gahr Store hanno parlato al telefono con Vladimir Putin e, subito dopo, con Volodymyr Zelensky. Secondo il Cremlino, Putin ha esaminato la situazione del conflitto richiamandone le cause profonde e sostenendo che una pace giusta e duratura è possibile soltanto tenendo conto degli interessi russi.
Il colloquio ha riguardato anche le garanzie di sicurezza nel Mar Baltico e nell’Europa settentrionale. I leader hanno ribadito l’importanza del diritto marittimo internazionale e della libertà di navigazione.
Zelensky ha ringraziato per l’iniziativa e l’aggiornamento ricevuto. Su Telegram ha riferito che Stubb e Store hanno chiesto a Putin passi concreti per ridurre le tensioni sulle infrastrutture e sull’energia ucraine. I contatti proseguono le discussioni della settimana precedente a Oslo con rappresentanti degli Stati Uniti, dell’Europa e della Nato.
La premier danese Mette Frederiksen ha invece criticato la scelta di agire autonomamente. A margine dell’incontro dei leader nordici in Finlandia, presenti anche Stubb e Store, ha dichiarato: «Sono molto scettica riguardo a questa iniziativa norvegese e finlandese. Non è stata concordata con nessuno di noi». Ha aggiunto di non sapere cosa i due Paesi pensino di ottenere.
Palazzo Chigi chiede un mandato europeo
Le fonti di Palazzo Chigi hanno ricordato la stima di Giorgia Meloni per Stubb e Store, alla guida di Paesi confinanti con la Russia e sempre schierati a sostegno dell’Ucraina. Hanno però sottolineato l’assenza di un accordo su chi rappresenti gli interessi europei nei negoziati: un vuoto che spinge le iniziative nazionali.
Stubb e Store hanno precisato di parlare per i rispettivi Paesi, non per l’Europa. L’Italia sostiene da tempo la designazione condivisa di una o più personalità con un mandato europeo, per tutelare interessi e sicurezza del continente. Per Palazzo Chigi il negoziato non aspetta: procedere in ordine sparso e con formati variabili rischia di ridurre progressivamente il peso europeo.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha è arrivato a Helsinki per incontrare esponenti di alto livello, tra cui l’omologa Elina Valtonen e colleghi norvegesi e danesi. In programma il 27 ottobre anche un incontro trilaterale con Finlandia e Norvegia per coordinare le decisioni prese a Oslo; il giorno successivo è previsto il suo primo intervento al Consiglio Nordico.
Sybiha ha indicato come priorità, legate agli attacchi quotidiani di Mosca, la difesa aerea per l’inverno, i componenti e le protezioni per l’energia, settore nel quale la Finlandia guida la coalizione dedicata, e la produzione congiunta di armi. Ha ringraziato gli alleati nordici, definendone i destini legati a quelli ucraini «ora come mille anni fa».
Gli attacchi e l’ipotesi sulle sanzioni
Un attacco russo a Kiev ha colpito un importante ponte sul Dnipro, uccidendo una donna e ferendo diverse persone. Nell’oblast russo di Belgorod, secondo la struttura regionale per le emergenze, i droni ucraini hanno ucciso un civile su uno scooter elettrico a Dorogoshch, nel distretto di Graivoron, e ferito un uomo a Gorodishche, nel distretto di Korocha.
Secondo il New York Times, che cita alcune fonti, l’amministrazione Trump sta valutando la revoca delle sanzioni al Russian Direct Investment Fund, guidato da Kirill Dmitriev. I funzionari americani lo considerano da tempo uno dei più potenti strumenti d’influenza internazionale russa. L’amministrazione Biden lo aveva sanzionato poco dopo l’invasione del 2022, definendolo un «fondo nero» emblematico della «più ampia cleptocrazia russa».
Il contributo annuale agli aiuti all’Ucraina ammonta a 66 euro per ogni italiano.
