Stefano Lacirignola, operaio di 51 anni, è morto in un incidente sul lavoro nelle campagne tra Tuturano e Brindisi, dopo essere rimasto schiacciato da un macchinario agricolo che stava trasportando all’interno dell’azienda per cui lavorava.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno tentato di rianimare l’uomo, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato inutile.
Operaio di 51 anni muore schiacciato da un macchinario, l’intervento a Brindisi
La dinamica dell’incidente è ancora in fase di ricostruzione, ma i primi accertamenti danno per assodato la morte per schiacciamento del mezzo. Il personale del 118 intervenuto sul posto ha constatato la morte dell’uomo, originario di Cellino San Marco.
Sul posto sono in corso gli accertamenti da parte della polizia locale di Brindisi per la ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente. Al lavoro anche il personale dello Spesal, per i rilievi.
Morti sul lavoro a Brindisi, l’inchiesta per omicidio colposo
Non è la prima volta che un operaio perde la vita sul lavoro nel Brindisino dopo essere rimasto schiacciato durante la movimentazione di materiali pesanti. Il 13 marzo 2024 Gianfranco Conte, operaio originario di Tuturano, morì nello stabilimento Jindal Films di Brindisi, dopo essere rimasto schiacciato da una bobina industriale. Una circostanza molto simile a quella che ha provocato la morte di Lacirignola.
Per la morte di Conte, nell’aprile 2026, sei persone sono state rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo, in relazione a violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro e l’inchiesta portò alla luce come il macchinario fosse stato privo del sistema di blocco automatico che altrimenti avrebbe impedito l’incidente.
