I tre uomini sospettati di aver compiuto l’attentato contro una chiesa greco-ortodossa in Giordania sono stati arrestati prima dell’alba di lunedì 26 ottobre. Le forze di sicurezza li hanno individuati all’interno di una casa abbandonata nel governatorato di Karak, a sud della capitale Amman. I tre sono accusati di aver partecipato all’attacco di venerdì 23 ottobre contro la chiesa di St George’s, nel villaggio di Hmoud, dove nove persone sono state uccise e altre 34 sono rimaste ferite durante una cerimonia funebre.
Giordania, i tre sospettati arrestati dopo uno scontro a fuoco
Secondo quanto comunicato dalla direzione della Pubblica sicurezza giordana (PSD), i tre uomini si sarebbero rifiutati di arrendersi, aprendo il fuoco contro gli agenti. Le forze di sicurezza hanno risposto alla sparatoria, ferendo tutti e tre i sospettati prima di arrestarli. Nessun poliziotto è rimasto ferito.
La PSD non ha diffuso le identità degli arrestati, definiti dalle autorità “terroristi”. Nessuna organizzazione ha finora rivendicato la responsabilità dell’attentato.
L’assalto durante il funerale
L’assalto alla chiesa greco-ortodossa di St George’s era avvenuto mentre all’interno dell’edificio si stava celebrando un funerale. Khalid al-Mdanat, uno dei presenti, ha raccontato a BBC Arabic che la sparatoria è durata circa 15 minuti.
“Alcuni dei partecipanti al funerale cercavano riparo, alcuni tenevano tra le braccia i morti, altri stringevano a sé i figli”, ha raccontato il testimone. Altre persone, invece, cercavano di fuggire portando via i bambini o aggrappandosi agli amici presenti nella chiesa.
Giordania, i funerali delle nove vittime dell’attentato
Domenica 25 ottobre il patriarca greco-ortodosso di Gerusalemme, Theophilos III, ha visitato i sopravvissuti feriti, condannando l’attentato come un “atto vile, codardo e sanguinoso”. Lo stesso giorno ha celebrato nella chiesa di St George’s i funerali di otto delle nove vittime, ai quali hanno partecipato migliaia di persone.
