Il presidente uscente Luiz Inacio Lula da Silva e il candidato della destra Flavio Bolsonaro hanno discusso di economia, infrastrutture e sviluppo regionale nell’ultimo dibattito televisivo prima del voto di domani in Brasile. I toni sono stati più diplomatici rispetto al precedente incontro, segnato dagli insulti e dalla scarsità di proposte concrete, ma non sono mancati gli attacchi personali.
Il sondaggio dell’istituto Datafolha assegna a ciascun candidato il 50% delle intenzioni di voto: due settimane fa le rilevazioni attribuivano a Bolsonaro un vantaggio di quattro punti percentuali. Le elezioni potrebbero essere decise da poche migliaia di voti.
Dal voto di domenica dipenderà anche l’orientamento politico del maggiore Paese dell’America Latina: l’adesione alla destra regionale sostenuta dal presidente statunitense Donald Trump oppure la permanenza tra i governi di sinistra.
Il contrasto sui tagli alla spesa e sulle carceri
La riduzione della spesa pubblica è tra gli impegni di Bolsonaro, insieme alla promessa di risolvere i problemi di criminalità e di creare 500.000 posti in più nelle carceri. Lula ha contestato il progetto di tagliare drasticamente la spesa sulla falsariga del leader ultraliberale argentino Javier Milei. «Avrò lo stesso lavoro qui perché lei sta portando il Paese alla bancarotta», ha replicato lo sfidante.
Lula, ex leader sindacale, si presenta come difensore della democrazia e conta in gran parte sull’opposizione al ritorno al potere della famiglia Bolsonaro. «Lula vuole parlare di proposte, a differenza di Bolsonaro, che preferisce attacchi e provocazioni», ha dichiarato il ministro delle Comunicazioni Sociali Sidonio Palmeira.
L’ex presidente Jair Bolsonaro sta scontando una condanna a 27 anni di carcere per aver tentato un colpo di Stato dopo la sconfitta subita contro Lula nel 2022.
Gli attacchi sull’esperienza e sul dito perduto
Durante il dibattito, il presidente uscente ha attaccato la mancanza di esperienza del senatore Flavio Bolsonaro, quarantacinquenne. Il candidato della destra lo ha accusato a sua volta di lasciare un «Paese in rovina».
Bolsonaro ha poi deriso Lula per il dito perduto da giovane in un incidente sul lavoro: «È inutile, Lula, dare con una mano e togliere con le tue nove dita». La risposta del presidente è stata: «Non permetterò a un miliziano di chiamarmi “novedita”», un riferimento ai gruppi paramilitari ai quali il rivale è accusato di essere vicino.
Le scuse di Bolsonaro sono arrivate dopo la richiesta a Lula di «chiedere scusa al popolo brasiliano che soffre a causa dell’insicurezza».
Le accuse sulle piattaforme digitali e il ricorso ai giudici
Le controversie legali hanno dominato la campagna elettorale. Entrambi i candidati si sono rivolti alla magistratura questa settimana per denunciare presunti illeciti dell’avversario sulle reti sociali.
La campagna di Lula ha accusato Meta di «interferenze» a favore di Flavio Bolsonaro attraverso presunte «manipolazioni algoritmiche». Il gruppo ha negato di aver favorito una delle parti, ma ha ammesso che alcuni messaggi pubblicitari della campagna del presidente sono stati disattivati per errore a causa di problemi tecnici.
Giovedì scorso un tribunale elettorale ha concesso a Meta e a X 24 ore per spiegare i criteri di distribuzione dei contenuti politici e le modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale.
La squadra di Lula è preoccupata per «l’evidente allineamento tra Meta e il governo statunitense», ha dichiarato ad Afo Joao Brant, consulente per la strategia digitale della campagna.
Ieri la campagna di Bolsonaro ha accusato la squadra del presidente di «utilizzare risorse pubbliche e infrastrutture digitali per interferire» nelle elezioni.
