Diversi commercianti di Milano hanno installato pannelli di legno davanti alle vetrine in vista delle manifestazioni annunciate per sabato. Le protezioni sono state collocate per prevenire possibili nuovi danni alle attività, a una settimana dai disordini che hanno interessato parte del centro, con vetrine distrutte, saccheggi e scontri con la polizia.
Gli interventi hanno riguardato corso Vittorio Emanuele II, piazza Duomo, via Torino, piazza San Babila e via Monte Napoleone. Numerosi punti vendita, soprattutto di grandi catene di abbigliamento e della ristorazione come KFC, hanno utilizzato pannelli di truciolato. Alcuni degli esercizi protetti erano già stati danneggiati o saccheggiati nel fine settimana precedente.
Accanto alle vetrine coperte ci sono attività che abbassano le serrande. Il sindaco Sala ha invitato i commercianti a non chiudere i negozi.
I commercianti di Milano difendono le vetrine nelle manifestazioni
Il Movimento 17 Ottobre ha modificato l’organizzazione degli appuntamenti annunciati per sabato in diverse città italiane. Il profilo Instagram “movimento17ottobre” ha comunicato l’annullamento dei luoghi di ritrovo inizialmente indicati: a Milano non è più previsto il concentramento in Duomo.
Secondo le indicazioni del movimento, alle 14.30 saranno comunicati tre punti di concentramento. Alle 15.30 verrà resa nota la piazza finale verso cui far convergere i partecipanti. Le comunicazioni a ridosso degli appuntamenti rendono difficile prevedere con precisione quali zone saranno interessate.
Il dispositivo di sicurezza comprende l’arrivo dei militari della Folgore e il rafforzamento dei controlli nelle stazioni.
I giovani che scelgono di evitare il centro
La preoccupazione riguarda anche chi frequenta la città. Una testimonianza descrive una società in cui «non ci sono più valori» e manca uno scopo condiviso capace di allontanare le persone dai conflitti.
Dopo gli episodi del precedente fine settimana, molti giovani raccontano di sentirsi meno tranquilli e preferiscono evitare il centro anche in altri momenti della giornata, scegliendo le zone periferiche. Una persona ha espresso così il proprio disagio: «Personalmente ritengo che ci siano persone che possano sentirsi più a disagio ad uscire rispetto a me, nonostante io stesso non mi senta del tutto tranquillo, in un momento così caotico e precario».
