Il progetto di estrazione di gas dal giacimento Jackdaw, nel Mare del Nord, ha ottenuto mercoledì 21 ottobre l’autorizzazione della ministra dell’Energia Miatta Fahnbulleh, dopo mesi di incertezza. Il primo ministro Andy Burnham ha sostenuto la decisione per rafforzare la sicurezza energetica britannica. Il via libera ha però suscitato le proteste degli ambientalisti e nuove divisioni sulle politiche climatiche.
Il futuro di Rosebank, uno dei maggiori progetti petroliferi previsti nel Mare del Nord, rimane incerto. Secondo le indiscrezioni del Guardian, riprese dall’Independent, il governo sarebbe orientato a negare l’autorizzazione. La posizione non è ufficiale: il Dipartimento per la Sicurezza energetica ha precisato che ogni progetto sarà valutato separatamente.
Mare del Nord trivellazioni: sicurezza energetica e limite bollette nel Regno Unito
Il giacimento Jackdaw, gestito da Adura, potrebbe contribuire per circa il 6% alla produzione britannica di gas in mare. Le perforazioni non sono ancora cominciate, ma secondo le previsioni potrebbero iniziare prima di Natale.
Per Fahnbulleh, l’impiego delle risorse nazionali serve a sostenere l’approvvigionamento del Paese e a ridurre la dipendenza dalle importazioni durante il passaggio a un sistema a basse emissioni. Il governo ha ritenuto l’autorizzazione compatibile con gli impegni climatici del Regno Unito.
Il beneficio atteso non riguarda però le bollette domestiche. Lo stesso esecutivo ha riconosciuto che l’estrazione di gas britannico non ne comporterà una riduzione: il combustibile del Mare del Nord viene venduto ai prezzi del mercato internazionale, condizionati anche dalle tensioni in Medio Oriente. Nell’intervista a LBC, Fahnbulleh ha chiarito che il contenimento delle bollette non è stato determinante nella scelta.
Burnham ha sostenuto che il provvedimento contribuirà a proteggere centinaia di posti di lavoro e a garantire l’approvvigionamento di gas durante l’inverno. Il primo ministro ha ribadito l’intenzione di continuare a investire nelle energie rinnovabili, affiancando a questi investimenti un approccio pragmatico alle risorse fossili già disponibili.
Rosebank, le emissioni e il precedente giudiziario
Il progetto Rosebank, al largo delle isole Shetland, presenta caratteristiche differenti. Secondo le informazioni della stampa britannica, potrebbe generare emissioni di carbonio circa sette volte superiori a quelle di Jackdaw. Anche la destinazione della produzione sarebbe diversa: il gas di Jackdaw sarebbe rivolto prevalentemente al mercato interno, mentre il petrolio di Rosebank verrebbe in gran parte esportato.
Questa distinzione orienta le valutazioni dell’esecutivo. Fahnbulleh ha sottolineato che il Regno Unito continuerà ad avere bisogno di gas durante la transizione energetica, distinguendo questa necessità dalle caratteristiche economiche e ambientali del progetto petrolifero.
Jackdaw e Rosebank avevano già ottenuto le autorizzazioni sotto il precedente governo conservatore. Il percorso di entrambi era stato poi bloccato dalla giustizia scozzese, dopo i ricorsi delle organizzazioni ambientaliste.
Il governo laburista deve ora conciliare i progetti avviati prima del suo insediamento con l’impegno assunto nel programma elettorale del 2024: non concedere nuove licenze per l’esplorazione di petrolio e gas nel Mare del Nord.
Le critiche ambientaliste e le richieste di Trump
Greenpeace UK ha definito l’autorizzazione profondamente deludente. La responsabile politica Ami McCarthy ha accusato il governo di cedere alle pressioni dell’industria dei combustibili fossili, contestando i benefici economici e occupazionali prospettati. Secondo l’organizzazione, Jackdaw produrrebbe soltanto 27 posti di lavoro permanenti.
Le critiche sono arrivate anche da una parte della sinistra laburista. Il deputato Richard Burgon ha sostenuto che gli investimenti nelle rinnovabili rappresenterebbero una risposta più efficace sia al costo dell’energia sia alla sicurezza degli approvvigionamenti.
Il presidente americano Donald Trump continua invece a chiedere a Londra di intensificare le trivellazioni, in contrasto con le politiche di transizione verso le rinnovabili. Attraverso Truth Social ha esortato il Regno Unito a sfruttare pienamente le risorse petrolifere del Mare del Nord, tornando ad attaccare l’energia eolica.
L’industria energetica sollecita un altro via libera. Neil McCulloch, amministratore delegato di Adura, ha sostenuto che le ragioni dell’approvazione di Jackdaw dovrebbero portare a una decisione favorevole anche per Rosebank.
La decisione sul giacimento petrolifero è attesa entro la fine dell’anno: potrebbe definire più nettamente lo spazio concesso ai combustibili fossili nella strategia britannica, tra le esigenze immediate di approvvigionamento e gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
