La presidente del Consiglio Giorgia Meloni apre alla possibilità di vietare l’accesso ai social network ai minori di 14 anni. Interpellata da Repubblica, la premier ha dichiarato di non essere contraria alla misura, precisando però che dovrà essere il Parlamento a occuparsene. Un’apertura che riporta al centro del confronto politico una proposta già discussa da maggioranza e opposizioni, ma che finora non è diventata legge.
Alle parole della presidente del Consiglio è seguita la reazione di Marianna Madia, deputata di Italia Viva, che ha annunciato un emendamento al nuovo decreto sicurezza insieme al Partito democratico. L’obiettivo è accelerare l’introduzione delle restrizioni, mentre tra le forze politiche torna il confronto sulle modalità di accesso dei più giovani alle piattaforme digitali.
Meloni a Repubblica: “Non sono contraria al divieto dei social agli under 14”
“Non sono contraria a divieto social agli under 14, se ne occupi il Parlamento”. È questa la posizione espressa da Giorgia Meloni nell’intervista a Repubblica, pubblicata oggi 21 ottobre. La presidente del Consiglio ha riconosciuto che si tratta di un tema sul quale è già stato avviato un confronto tra le diverse forze politiche, sottolineando che «è un tema su cui c’è stato un lavoro trasversale dei partiti».
La premier non ha quindi annunciato un provvedimento del governo, ma ha indicato il Parlamento come sede nella quale affrontare la questione. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di introdurre la misura attraverso un emendamento al nuovo decreto sicurezza.
L’apertura arriva in un momento in cui il dibattito sulla tutela dei minori è tornato particolarmente acceso, anche alla luce delle recenti violenze giovanili a Milano. La discussione riguarda però una questione più ampia: quali limiti introdurre nell’utilizzo dei social da parte dei ragazzi e come garantire che vengano effettivamente rispettati.
La proposta delle opposizioni e il disegno di legge già in Parlamento
Le dichiarazioni di Meloni hanno riacceso il confronto su un percorso legislativo avviato nel 2024. La proposta bipartisan sulla tutela dei minori nella dimensione digitale era nata dal lavoro di Marianna Madia, Lavinia Mennuni di Fratelli d’Italia e Simona Malpezzi del Partito democratico, ma non ha ancora completato l’iter parlamentare.
Madia ha accolto l’apertura della premier contestando però i ritardi accumulati. La deputata ha accusato il governo di aver ostacolato l’approvazione del testo e ha annunciato la presentazione di un emendamento al decreto sicurezza, con l’obiettivo di riprendere una proposta sulla quale era già stato raggiunto un accordo trasversale.
Anche Malpezzi ha ricordato i precedenti tentativi di inserire disposizioni analoghe nei decreti sicurezza, mentre Mennuni ha confermato la disponibilità a riprendere il disegno di legge 1136 o a trasferirne i contenuti in un emendamento.
Dal Movimento 5 Stelle è arrivata un’apertura al confronto, accompagnata dalla richiesta di affiancare alle restrizioni interventi di educazione digitale nelle scuole. Restano tuttavia differenze tra le forze politiche, a partire dall’età minima da individuare e dagli strumenti necessari per applicare le nuove regole.
Per i minori di 14 anni, un eventuale divieto comporterebbe nuove limitazioni nell’accesso ai social network, ma la sua applicazione richiederebbe sistemi di verifica dell’età e obblighi precisi per le piattaforme. Sono aspetti ancora da definire nel percorso legislativo.
Al momento, dunque, non è stato introdotto alcun nuovo divieto. L’apertura della presidente del Consiglio e le iniziative annunciate dalle opposizioni potrebbero però imprimere una nuova accelerazione al confronto parlamentare.
