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Il Mit sblocca 480 milioni per l’autotrasporto dopo il tavolo a Milano

Il Comitato trasportatori siciliani revoca il fermo dei servizi, ma in Campania e Calabria i blocchi proseguiranno almeno fino al 27 ottobre.

20 Ottobre 2026
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Il Mit sblocca 480 milioni per l'autotrasporto dopo il tavolo a Milano

Il Mit sblocca 480 milioni per l'autotrasporto dopo il tavolo a Milano

Ludovica Bartolini di Ludovica Bartolini

Nata a Napoli nel 2002, ho conseguito una laurea in Arti, Spettacolo ed Eventi Culturali e una in Journalism and Multimedia Communication. Mi occupo di cultura, cinema e spettacolo

I 480 milioni di euro destinati alle domande presentate dalle imprese fino ad agosto sono disponibili da oggi: lo ha annunciato il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi dopo il confronto di questa mattina in Prefettura a Milano con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini. Il Comitato trasportatori siciliani (CTS) ha disposto la revoca del fermo dei servizi come segnale di apertura al governo, mantenendo però le aziende in stato di agitazione fino alla soluzione degli ultimi nodi.

Contributi e impegni tariffari Mit autotrasporto

Il governo si è impegnato a inserire gli ulteriori stanziamenti in un nuovo decreto. È inoltre allo studio una proposta sul modello spagnolo, con l’adeguamento delle tariffe del trasporto all’aumento del gasolio. Rixi ha auspicato la fine dei blocchi «oggi pomeriggio», perché «una situazione come questa non può continuare».

Al tavolo erano state convocate Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi e Sna-Casartigiani. Nel pomeriggio Salvini ha incontrato anche alcuni autonomi: «Ritengo giusto ascoltare i grandi e ascoltare anche i piccolini. A tutti chiedo la rimozione di qualsiasi blocco ancora in corso».

Prima della riunione, a Rtl 102.5, il ministro aveva indicato questa settimana per l’avvio delle erogazioni, spiegando che molte imprese non possono aspettare oltre gli ostacoli burocratici. Aveva inoltre assicurato una disponibilità di cassa per il Marebonus, definendolo «figlio di una normativa europea fuori dal mondo e fuori dal tempo».

L’accordo con i trasportatori siciliani

Il CTS indica tra gli impegni del ministero lo sblocco degli arretrati del Sea Modal Shift (SMS) per le annualità 2023/2024 e 2025/2026, pari a circa 104 milioni di euro, e altri 50 milioni per la terza annualità, 2026/2027. L’intesa comprende la disponibilità immediata nel cassetto fiscale dei 430 milioni relativi alle domande già presentate per il credito d’imposta sul gasolio e la presenza stabile del Comitato nei tavoli istituzionali sulla mobilità e sui trasporti, compresa la nuova Consulta.

Restano senza accoglimento immediato due richieste. Secondo il CTS, il ministro ha garantito che con l’avvio del Tavolo permanente del Meridione d’Italia saranno individuate le coperture per estendere di ulteriori quattro mesi il credito d’imposta sul gasolio e introdurre contributi per ridurre il costo dei traghetti sullo Stretto di Messina.

Campania e Calabria proseguono fino al confronto con il governo

In Campania i blocchi continueranno almeno fino al 27 ottobre, data del nuovo incontro con il governo. Lo ha dichiarato Vincenzo Parisi, delegato campano e rappresentante dei trasportatori del polo industriale di Carinaro, in provincia di Caserta. Anche Mario Pansini, referente della Calabria di Fedralog, ha confermato all’Ansa la prosecuzione del fermo fino a quella data, quando Salvini dovrà indicare soluzioni o impegni per il settore.

Fedralog Calabria non si ritiene soddisfatta: dal confronto, sostiene, non sono emersi nuovi impegni, ma soltanto lo sblocco di «risorse già in precedenza stanziate, somme del 2025 che aspettavamo da mesi».

Parisi ha contestato l’efficacia della ripartenza siciliana con i presidi ancora attivi in Calabria, Molise e Campania: «Arrivano i traghetti e si parcheggiano. Che soluzione è?». Ha annunciato un confronto con i trasportatori di Puglia, Molise, Basilicata e Calabria, lasciando a ciascun presidio le proprie valutazioni. A suo giudizio, «al 90%» in queste regioni i blocchi proseguiranno: ha parlato di «almeno dieci giorni», dicendosi disponibile anche a un incontro anticipato, purché ci sia qualcosa di concreto.

I presidi sulle strade e la protesta degli agricoltori

In Calabria sono ripresi questa mattina i presidi sulla Ss 18, a Tortora, Santa Maria del Cedro, Acquappesa-Guardia Piemontese e Fuscaldo, con la partecipazione di cittadini, rappresentanti della politica locale e studenti. La mobilitazione continua anche nel Pollino e nella Sibaritide.

Per il quinto giorno consecutivo gli autotrasportatori hanno presidiato la statale 534, presso lo svincolo di Firmo/Sibari, e la statale 106, vicino al Sybaris Motel, a Cassano Ionio. Sulla prima strada questa mattina erano parcheggiati circa sessanta autoarticolati; sulla seconda più di centocinquanta, circa venti sui lati della carreggiata e oltre 130 nello spiazzo del Motel. A Castrovillari è arrivato al nono giorno il presidio degli agricoltori in contrada Bianchino, all’incrocio tra la Strada Statale 241 e la Provinciale 174.

Nel Salernitano la protesta interessa gli svincoli della A2 del Mediterraneo di Polla, Atena Lucana, Sala Consilina e Padula-Buonabitacolo, nel Vallo di Diano, oltre a Eboli, Contursi, Campagna e Sicignano degli Alburni. I camion sono fermi anche a Pontecagnano Faiano, presso la rotatoria all’uscita della tangenziale.

In Puglia, all’alba, decine di trattori e tir hanno percorso la provinciale 231 dalla periferia di Bitonto, nel Barese, fino al presidio in città. Agricoltori e autotrasportatori hanno esposto cartelli contro il caro carburante: «Aumentano la benzina e il pane, ci danno la polizia. È questa la loro democrazia» e «Gente gente non stare a guardare. Il carovita e l’aumento della benzina sono anche fatti vostri».

Altri cartelli chiedevano «Niente armi, più scuola, lavoro, sanità. Sciopero ad oltranza», «Volevate i giovani agricoltori? Ora ascoltateci» e «Stop alle importazioni sleali. Tuteliamo il nostro territorio». L’appello a istituzioni e cittadini è che «è il momento di far sentire la nostra voce».

Scaffali vuoti e raccolta dei rifiuti sospesa

Quasi tutti i supermercati del centro di Messina registrano carenze di merce. Nella zona ionica si è fermata anche la raccolta dei rifiuti: il ritiro porta a porta dell’indifferenziata non verrà effettuato in almeno 15 centri, Giardini Naxos, Letojanni, Gaggi, Gallodoro, Castelmola, Mongiuffi Melia, Forza d’Agrò, Sant’Alessio Siculo, S. Teresa di Riva, Savoca, Casalvecchio Siculo, Antillo, Pagliara, Mandanici e Scaletta Zanclea.

A Cosenza mancano progressivamente i prodotti freschi, soprattutto frutta, verdura e latte, penalizzato dal fermo delle consegne quotidiane. Una rilevazione di Consumerismo in sette regioni ha registrato banchi vuoti o semivuoti di ortofrutta, carne, salumi, latticini e pesce in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio. Tra le situazioni più complesse figurano i supermercati tra Caserta e Napoli. Al Nord i rifornimenti non mancano, ma aumenta il costo della merce.

In Molise il presidio si è trasferito da Roccaravindola a Venafro, sulla Statale 85 che collega la regione alla Campania. Il carburante è esaurito in quasi tutte le stazioni di servizio della provincia di Isernia. In città scarseggiano verdure e prodotti freschi, soprattutto nei discount, dove le famiglie hanno fatto scorta anche di carne. I consumatori e i pendolari temono di non poter raggiungere il lavoro in auto.

Il rischio di fermo dei traghetti per Ischia e Procida

La carenza di carburante minaccia anche i collegamenti marittimi con Ischia e Procida. Caremar ha chiesto alla Prefettura di Napoli e alla Regione Campania un piano emergenziale per garantire i rifornimenti ed evitare il fermo delle navi da giovedì mattina. Le scorte per i traghetti potrebbero esaurirsi nelle prossime ore; resta invece regolare l’approvvigionamento degli aliscafi.

Stamattina la nave destinata al trasporto dei carburanti per autotrazione e riscaldamento non è partita da Pozzuoli: le autocisterne non hanno lasciato i depositi nelle raffinerie. Da ieri sera a Ischia si registrano code ai distributori, con interventi della polizia municipale per regolare il traffico. Le scorte potrebbero terminare entro 48-72 ore. A Procida la benzina negli impianti è prossima all’esaurimento.

I supermercati di Procida hanno gli scaffali vuoti; a Ischia scarseggiano soprattutto frutta, verdura, latticini e altri prodotti freschi. Le ultime forniture regolari risalgono a venerdì scorso: le merci per le isole sono ferme nelle piattaforme logistiche della terraferma, dove i presidi impediscono le normali operazioni di carico e scarico.

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