Antonio Cassano ha rivendicato la possibilità di fare meglio degli attaccanti del campionato italiano giocando insieme a Nicola Ventola, nella puntata di lunedì sera di Viva el Futbol. “Con questa Serie A, se perdo due chili e gioco in infradito faccio la differenza”, ha detto l’ex fantasista barese. La provocazione ha aperto una serie di critiche ad allenatori e calciatori, accompagnate dal racconto dei contatti con Cristian Chivu.
Cassano ha rivendicato il proprio passato: “Sono stato un fenomeno”. Ha ricordato di giocare con dieci chili di sovrappeso, senza allenarsi e decidendo autonomamente come condurre la propria vita, e di essersi conteso il posto con dei fuoriclasse al Real Madrid dei Galácticos, al Milan e all’Inter. Nel confronto con la Serie A attuale ha citato Dybala, che a suo giudizio “va a un cilindro e cade”, e Malen, che, nelle sue parole, dopo otto anni di panchine tra Dortmund e Aston Villa “fa il capocannoniere”.
Le accuse ad Allegri e il giudizio sul Napoli di Cassano
Il bersaglio principale è stato Massimiliano Allegri. “Lui non allena”, ha sostenuto Cassano, aggiungendo che la Juventus ereditata dal tecnico andava da sola e avrebbe potuto allenarla anche Orio. Parlando della scelta del Napoli, ha avanzato una convinzione dichiaratamente non verificata: “Sono convinto, anche se non lo so, che Manna gli abbia fatto un favore. Ha convinto De Laurentiis a prendere l’allenatore peggiore che si potesse scegliere”.
Secondo l’ex attaccante, Allegri non avrebbe adeguato il proprio calcio alla sua evoluzione e dovrebbe affidarsi a uno staff competente, capace di offrirgli idee e indicazioni. Cassano gli ha rimproverato la presunzione di voler decidere sempre da solo, puntando sull’uno a zero, sulle posizioni e sulla capacità di convincere a parole: “Ma la chiacchiera è finita”.
Lo ha definito “presuntuoso e sbruffone”, accusandolo di non valorizzare i calciatori di qualità: nella sua idea, ha sostenuto, De Bruyne non giocherebbe mai. Pur considerando il Napoli la squadra più forte dopo l’Inter, Cassano ha previsto un piazzamento fuori dalle prime sei con questo allenatore. Ha ipotizzato un esonero prima del 2 novembre, anziché a Natale, e lo ha invitato a considerare le dimissioni: si complimenterebbe se arrivassero, ma dubita che il tecnico possa compiere quel passo.
Mourinho, Chivu e le critiche a Dimarco
Il giudizio su José Mourinho è stato altrettanto netto: “È bollito, è finito. Deve smettere di allenare. Sono più di dieci anni che è così”. Cassano ha contestato il calcio proposto dal portoghese al Real Madrid, sostenendo che facesse giocare una squadra di fenomeni in maniera indegna e fuori da ogni logica: “Io mi vergognerei al posto suo”.
Lo ha descritto come un calcio antico, vecchio e senza idee, attribuendo soprattutto al rapporto con Jorge Mendes la possibilità di continuare ad allenare ad alto livello. Il procuratore, secondo Cassano, “se vuole gli trova posto anche sulla Luna”.
Passando all’Inter, Cassano ha raccontato di avere sentito Cristian Chivu in estate e di ricevere una sua chiamata ogni volta che gli manda un messaggio. Gli ha chiesto di vedere la difesa a quattro; le spiegazioni ricevute, ha precisato, rimarranno private. “Il vero Cristian lo vedrò quando giocherà a quattro”, ha aggiunto.
Per l’ex attaccante l’Inter è talmente superiore alle avversarie da giocare praticamente con un uomo in meno, identificato in Federico Dimarco. A suo giudizio, l’esterno non starebbe ripetendo il rendimento della scorsa stagione, disputata “al di sopra delle sue caratteristiche e qualità”.
Il Pallone d’Oro e l’appello per Tresoldi
Cassano ha espresso sostegno a Ruben Amorim, apprezzandone le idee offensive, ed elogiato Gasperini. Nel paragone fra Fabio Cannavaro e Paolo Maldini ha invece liquidato il primo: “Non era neanche il polpaccio di Maldini”. Per il Pallone d’Oro, escluso Lionel Messi, ha indicato Harry Kane come propria preferenza, davanti a Kvaratskhelia e Olise.
Alla Nazionale italiana ha dedicato una proposta: andare personalmente in Germania con Adani, Ventola e Roberto Mancini per convincere Francesco Tresoldi a scegliere l’azzurro. Cassano lo considera un attaccante forte, dotato di talento e qualità, capace di segnare e muoversi, con personalità e il sorriso in campo. “È uno sul quale potrei fare affidamento per i prossimi quindici anni”.
A Messi ha infine dedicato una dichiarazione personale: “Della maglia numero dieci dell’Argentina non parlerò mai più. Per me quel capitolo è chiuso”.
