La guerra tra Russia e Ucraina torna a intensificarsi con una nuova ondata di attacchi aerei, mentre si acuiscono le tensioni tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump sulla strategia da seguire per arrivare alla pace. Le forze ucraine hanno lanciato oltre mille droni contro obiettivi russi, provocando incendi in alcuni impianti petroliferi di San Pietroburgo. Mosca ha risposto colpendo infrastrutture energetiche ucraine, mentre il presidente americano ha accusato il leader di Kiev di non voler porre fine al conflitto. Nel frattempo, gli Stati Uniti hanno ripreso a condividere informazioni di intelligence con l’Ucraina.
Incendi nei siti petroliferi di San Pietroburgo dopo l’attacco ucraino
L’offensiva condotta dall’Ucraina ha raggiunto anche San Pietroburgo, dove sono divampati incendi al terminal petrolifero della città e nel deposito di Ruchi. Secondo il governatore locale Alexander Beglov, gli attacchi hanno provocato la morte di una persona e il ferimento di altre cinque. L’operazione, una delle più estese campagne di bombardamento con droni condotte finora da Kiev, ha interessato anche altre strutture. Le società russe Ozon e VK hanno confermato che sono stati presi di mira, rispettivamente, un centro logistico del gruppo commerciale e un centro dati appartenente all’azienda tecnologica.
L’intensificazione delle operazioni ucraine è avvenuta dopo la ripresa della condivisione di informazioni riservate da parte degli Stati Uniti, utili a individuare e contrastare gli attacchi russi. Zelensky ha ringraziato Washington per la decisione durante un’intervista alla Nbc, sottolineando l’importanza dell’intelligence per proteggere il Paese dai missili lanciati da Mosca.
Trump accusa Zelensky di ostacolare la pace
La nuova offensiva contro le infrastrutture petrolifere russe ha suscitato la reazione di Donald Trump, che ha definito “una vergogna” gli attacchi ucraini contro le raffinerie. Il presidente statunitense ha inoltre accusato Zelensky di non avere un reale interesse a concludere la guerra.
In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha difeso la scelta di allentare alcune sanzioni contro Mosca, sostenendo che una pressione eccessiva potrebbe compromettere i negoziati in corso. “La mia decisione sulla Russia è molto semplice”, ha scritto, spiegando di essere impegnato a trattare per la pace tra i due Paesi e di non voler spingere, con mosse che considera imprudenti, il Cremlino ad abbandonare il tavolo delle trattative.
Il presidente americano ha poi sostenuto che il leader ucraino non voglia davvero chiudere il conflitto, nonostante gli aiuti economici che riceve dall’Europa, e ha aggiunto che probabilmente non lo avrebbe mai voluto.
Le dichiarazioni arrivano in una fase delicata dei rapporti tra Washington e Kiev, caratterizzata da divergenze sul modo di gestire il confronto con Vladimir Putin. Zelensky ha ringraziato l’amministrazione Trump per la ripresa dello scambio di intelligence, ma ha anche affermato che gli Stati Uniti avrebbero limitato intenzionalmente l’accesso ucraino ai servizi Internet satellitari Starlink per inviare un “messaggio” a Kiev.
Zelensky avverte: senza gli Stati Uniti l’Ucraina non può vincere
Nel corso di un’intervista a Meet the Press della Nbc, Zelensky ha avvertito che l’Ucraina non riuscirebbe a prevalere se gli Stati Uniti scegliessero apertamente di schierarsi con la Russia. Il presidente ha definito una simile eventualità una tragedia e ha dichiarato che, senza il sostegno americano, vincere la guerra sarebbe estremamente difficile.
Zelensky ha spiegato di voler affrontare la situazione con pragmatismo, senza coltivare illusioni sulle prospettive del conflitto. Se Washington dovesse sostenere ufficialmente Mosca, ha affermato, Kiev non sarebbe in grado di resistere. Per questo ha espresso la speranza che Trump e la sua squadra continuino almeno a mantenere una posizione favorevole all’Ucraina, o quantomeno intermedia. Un eventuale sostegno americano a Putin, ha aggiunto il presidente ucraino, rappresenterebbe un errore storico dalle conseguenze drammatiche.
Putin propone un vertice con Trump e Xi Jinping
Sul fronte diplomatico, il presidente russo Vladimir Putin avrebbe proposto un incontro il mese prossimo con Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping per discutere una soluzione al conflitto, iniziato con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. La notizia è stata riportata dal Wall Street Journal, che cita un ex ufficiale dei servizi segreti russi. Secondo il quotidiano, la proposta sarebbe stata avanzata durante una telefonata tra Putin e Trump il 9 ottobre.
La conversazione avrebbe portato anche a un’intesa per l’acquisto da parte degli Stati Uniti di diesel russo e per agevolarne la commercializzazione sui mercati internazionali. L’eventuale vertice avrebbe l’obiettivo di negoziare la fine di una guerra che dura ormai da quattro anni, ma secondo il resoconto del giornale un accordo di questo tipo favorirebbe gli interessi di Mosca.
Raid russo su Kiev: una donna uccisa e danni alla metropolitana
Nella notte tra domenica e lunedì, la capitale ucraina è stata nuovamente colpita dalle forze russe. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha riferito che un attacco aereo ha ucciso una donna e ferito altre tre persone. Secondo quanto comunicato dal primo cittadino su Telegram, un’esplosione ha interessato anche una stazione della metropolitana sulla riva sinistra della città e danneggiato un edificio residenziale di 25 piani. Sono stati colpiti inoltre alcuni immobili non residenziali e una struttura sanitaria. Un testimone di Reuters ha riferito di aver sentito diverse esplosioni nella capitale.
Un altro incendio è scoppiato in una struttura medica nel distretto di Solomianskyi. Le fiamme e l’attacco hanno provocato danni alla facciata e alle finestre di un edificio a più piani. Nel quartiere di Dnipro, invece, è stato danneggiato un istituto scolastico.
Gli attacchi russi continuano a interessare in particolare le infrastrutture energetiche, petrolifere e del gas ucraine. Nelle ultime 24 ore, secondo il resoconto riportato, Mosca avrebbe effettuato almeno 76 attacchi contro questi settori. Zelensky ha avuto un colloquio con gli inviati statunitensi per la pace Steve Witkoff e Jared Kushner, dopo la loro visita a Kiev all’inizio del mese. L’amministrazione Trump sta cercando di favorire un accordo per porre fine alla guerra, mentre l’Ucraina deve fare i conti con nuove ondate di missili russi e con la necessità di ricevere tempestivamente informazioni sugli attacchi in arrivo.
Droni ucraini nello spazio aereo lituano: Kiev si scusa
L’Ucraina ha espresso rammarico per un possibile sconfinamento di suoi droni nello spazio aereo della Lituania, avvenuto domenica durante l’offensiva contro obiettivi russi. Il ministero degli Esteri ucraino ha spiegato che l’incidente potrebbe essere stato provocato dalla guerra elettronica russa, capace di alterare la traiettoria dei velivoli senza pilota. Il portavoce Heorhii Tykhyi ha dichiarato su X che Kiev si rammarica per quanto accaduto e si è scusata per gli eventuali disagi, rischi e preoccupazioni causati.
Il governo ucraino ha inoltre assicurato la propria disponibilità a condividere con le autorità lituane tutte le informazioni utili a ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio, precisando che i droni erano stati impiegati in un’operazione contro obiettivi militari considerati legittimi in territorio russo.
L’allarme sulla possibile escalation militare nello spazio
La guerra tra Mosca e Kiev solleva anche timori su possibili sviluppi oltre il campo di battaglia tradizionale. Un’analisi pubblicata dall’Independent richiama l’attenzione sui rischi legati a un eventuale impiego di armi nucleari nell’orbita terrestre bassa da parte della Russia.
Secondo Sidharth Kaushal, esperto di difesa missilistica, la detonazione di un ordigno nucleare nello spazio rappresenterebbe un salto di qualità nella strategia militare e potrebbe provocare conseguenze rilevanti senza causare necessariamente vittime dirette nell’immediato. A rendere lo scenario particolarmente preoccupante è il fatto che Mosca potrebbe ricorrere a tecnologie già disponibili, senza dover sviluppare capacità industriali di cui attualmente non dispone.
Un simile scenario potrebbe aprire una nuova fase di confronto strategico, con conseguenze potenzialmente estese anche ai sistemi satellitari e alle infrastrutture da cui dipendono le comunicazioni moderne.
