Migliaia di persone hanno partecipato alla partenza del corteo nazionale da piazza della Repubblica a Roma, con l’avvio avvenuto intorno alle 14 e l’arrivo a piazza del Popolo. La manifestazione è promossa dalla Cgil e dalle oltre cento associazioni laiche e cattoliche della Via maestra. Sul palco si alterneranno gli interventi, con la conclusione affidata al segretario generale del sindacato, Maurizio Landini.
“Siamo in piazza perché la gente non ce la fa più”, ha detto Landini all’apertura del corteo. “C’è bisogno di aumentare i salari, di fare funzionare le scuole. C’è bisogno di rispondere al caro vita. C’è una domanda di partecipazione e di cambiamento che parte anche dalle nuove generazioni”. La mobilitazione della Cgil si svolge sotto lo slogan “Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione: insieme sulla Via maestra”.
Le richieste della Cgil su salari, fisco e servizi pubblici
La piattaforma della Via maestra chiede di aumentare stipendi e pensioni, cancellare i contratti precari, contrastare il lavoro povero e ridurre il divario retributivo tra donne e uomini. Alle rivendicazioni sul lavoro si affiancano l’accesso alla casa e la richiesta di una sanità e di un’istruzione pubbliche per tutte e tutti.
Il fisco deve essere “davvero giusto”, sostengono i promotori. Le misure richieste comprendono il contrasto all’evasione, la riduzione del carico fiscale su salari e pensioni e la tassazione degli extraprofitti, delle rendite e delle grandi ricchezze. Il criterio indicato è quello della progressività fiscale: chi ha di più deve contribuire di più.
Per i servizi pubblici vengono fissati due obiettivi: portare il finanziamento della sanità pubblica al 7,5% del Pil e quello dell’istruzione al 5%. La piattaforma comprende anche l’assunzione di personale, la riduzione delle liste d’attesa e la garanzia di servizi pubblici di qualità in ogni parte del Paese.
Il corteo tiene insieme le richieste sul lavoro e quelle sull’ambiente. La pace è un altro tema della mobilitazione, con il rifiuto del riarmo e dell’aumento della spesa militare. Tra le rivendicazioni figurano inoltre la libertà di dissenso e la difesa e l’attuazione della Costituzione.
La delegazione del Pd e l’appello di Bonelli all’unità
Una delegazione del Pd è arrivata alla manifestazione. Sono presenti la coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni e i parlamentari Arturo Scotto, Laura Boldrini, Cecilia D’Elia, Susanna Camusso, Alfredo D’Attorre e Andrea Casu. Durante il percorso è previsto che si aggiunga la segretaria Elly Schlein.
Angelo Bonelli è arrivato indossando un caschetto della Fiom. Ha riferito che le persone incontrate gli hanno chiesto unità, immaginando che la stessa richiesta sarebbe stata rivolta anche a Schlein e Conte. “Qui c’è un’Italia che chiede giustizia ambientale e sociale”, ha dichiarato.
Per Bonelli, il campo largo ha “una grande responsabilità”: essere unito, senza tatticismi. Tradire quella richiesta, ha aggiunto, sarebbe “imperdonabile”. Ha quindi indicato la manifestazione come “l’avvio di una grande stagione di mobilitazione per mandare all’opposizione Meloni e il suo governo”.
Il confronto con i cronisti ha avuto anche un passaggio scherzoso sul raffreddore degli esponenti del campo largo. Bonelli ha raccontato che Schlein glielo aveva attaccato nell’ultima occasione in cui avevano parlato: “Ora siamo tutti immunizzati, abbiamo condiviso tutto, anche i virus”.
Fratoianni sulle scelte del governo e sull’alternativa
La presenza delle opposizioni è stata al centro anche delle domande rivolte a Nicola Fratoianni di Avs all’avvio del corteo della Cgil. Per Fratoianni il segnale è che quello è il posto dove bisogna stare: nelle piazze, accanto a chi protesta e si mobilita, in questa occasione con le lavoratrici e i lavoratori chiamati dal più grande sindacato italiano e dalle associazioni della Via maestra.
Il messaggio della piazza, nella sua lettura, è la necessità di cambiare strada. Fratoianni ha descritto un Paese attraversato da proteste che segnalano un malessere crescente, criticando un governo che aumenta la spesa militare senza rispondere a chi deve affrontare l’inflazione con lo stipendio fermo. Le difficoltà, ha sostenuto, riguardano ormai il raggiungimento della metà del mese, non più soltanto della fine.
La proposta indicata dall’esponente di Avs è di ridistribuire la ricchezza e destinare le risorse alla transizione ecologica, alla ricerca, all’innovazione e all’aumento dei salari, anziché alla spesa militare. Scelte che ha contrapposto a quelle del governo della destra “da ormai oltre quattro anni”.
Fratoianni ha infine collegato la partecipazione comune al corteo alla prospettiva di governo: “Noi siamo insieme perché ci candidiamo insieme a governare il paese nel segno dell’alternativa”.
