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Landini a Roma con i lavoratori Atac: “Servono più salari e più democrazia nei luoghi di lavoro”.

Il segretario CGIL a Roma con il lavoratori Atac

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Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini è intervenuto in piazza dei Cinquecento, a Roma, in occasione dell’incontro con le lavoratrici e i lavoratori di Atac in vista delle prossime elezioni RSU. Al centro del suo intervento, i temi del lavoro, dei salari, della rappresentanza sindacale e della sicurezza, ma anche la necessità di una maggiore partecipazione dei lavoratori alle decisioni che riguardano il mondo del lavoro. “Giovedì inizia, anzi prosegue, una trattativa molto importante tra CGIL, CISL, UIL e ben 14 associazioni datoriali di tutti i settori, dall’artigianato all’industria, ai servizi, al commercio, alle cooperative. L’obiettivo è molto preciso: cancellare i contratti pirata. Per farlo bisogna andare verso un sistema che misuri la rappresentanza dei soggetti che fanno i contratti. Per il sindacato, misurare la rappresentanza vuol dire quanti iscritti ogni sindacato ha e quanti voti prende nelle elezioni delle RSU. Quindi vuol dire estendere le elezioni delle RSU in tutti i luoghi di lavoro e dare questo diritto a tutti i lavoratori. Allo stesso tempo, misurare la rappresentanza significa anche che i contratti nazionali, per essere validi, debbano essere sottoscritti da soggetti rappresentativi, misurando anche quella dei datori di lavoro. Bisogna introdurre anche il vincolo che i lavoratori e le lavoratrici a cui quell’accordo viene applicato abbiano il diritto di poter votare per dare validità a quell’accordo. Questo è un punto molto importante perché, se raggiungiamo questo obiettivo, significa davvero praticare la democrazia e fare in modo che chi decide chi è rappresentativo non sia la controparte di turno, ma siano i lavoratori da una parte e le imprese dall’altra. Poi c’è un tema che si chiama aumento dei salari, perché per noi i contratti nazionali di lavoro devono esplicitamente avere questo obiettivo. Stiamo anche chiedendo che, utilizzando esperienze che sono già state fatte in alcune importanti categorie, si possa arrivare a un sistema in cui annualmente, in ogni settore, ci siano incontri e meccanismi che permettano un recupero dell’inflazione rispetto a quella reale che si è determinata. Poi ci sono altri tre temi. Uno si chiama salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che significa estendere il diritto alla formazione, ma anche il diritto dei lavoratori ad avere delegati eletti in tutti i luoghi di lavoro, di qualsiasi dimensione. C’è un tema che si chiama diritto alla formazione permanente. Noi chiediamo che per ogni persona che lavora ci siano almeno 40 ore all’anno in cui questa persona è pagata non perché lavora, ma perché studia, perché si aggiorna, perché migliora le sue conoscenze.
E poi c’è un tema di contrattazione preventiva, perché di fronte ai grandi cambiamenti tecnologici e organizzativi che sono in atto, noi pensiamo che la contrattazione debba avvenire prima che si prendano le decisioni, per mettere nelle condizioni le lavoratrici e i lavoratori di poter esprimere il proprio parere e poter negoziare i modelli organizzativi, gli schemi di orario, i modelli con cui funzionano sostanzialmente le imprese.
Questo perché la tecnologia non è neutra: dipende da come la usi, con quale finalità, chi la controlla e quali obiettivi vuoi realizzare. Quindi questi temi sono per noi temi importanti e il nostro obiettivo è quello, entro il mese di settembre, massimo ai primi di ottobre, di verificare se ci sono le condizioni per arrivare a un accordo.
Noi sabato, insieme a tutto il mondo di Via Maestra, ma anche con le varie associazioni laiche e cattoliche che in questi anni con noi hanno lavorato nelle campagne referendarie e anche con tutti i comitati civici e territoriali, pensiamo che sia necessario continuare quella battaglia. L’obiettivo che rimane centrale è che la Costituzione del nostro Paese non deve essere cambiata o cancellata: la Costituzione del nostro Paese deve essere applicata, a partire dal diritto al lavoro.
Allora vuol dire che il lavoro non deve essere precario, a partire dal diritto a un salario che permetta di vivere, a partire da una sanità pubblica che deve funzionare, a partire da spese che devono essere fatte non per le armi ma per la pace e quindi per fermare la logica della guerra. A partire dal fatto che deve esserci un sistema che si fonda sulla conoscenza, sulla formazione, sulla qualità della vita nelle città e quindi sulla tutela dell’ambiente e sul rispetto, naturalmente, dell’ambiente. Su queste cose noi discuteremo e valuteremo se ci sono le condizioni per continuare la mobilitazione e arrivare anche a una giornata di mobilitazione nazionale. Ne discuteremo sabato, modalità e contenuti. Questo perché pensiamo che, già a partire dalla legge di bilancio che il governo si appresta a fare, la legge non deve essere una legge di bilancio elettorale, fatta a scopi elettorali perché si va a votare, ma deve essere una legge di bilancio che risolve i problemi delle persone.
E oggi noi vediamo tre priorità: uno si chiama salario, uno si chiama sanità pubblica, uno si chiama sicurezza nella vita e nei luoghi di lavoro. ” Queste le dichiarazioni di Maurizio Landini, Segretario generale CGIL.

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