Daniele Tavoni, 55 anni, è stato fermato ieri mattina con l’accusa di duplice omicidio aggravato per la morte della madre Vincenza Giannini, 74 anni, e del marito di lei, Pier Ferdinando Casari, 83 anni. I coniugi sono stati uccisi nella loro abitazione di Mirandola, nel Modenese, nel tardo pomeriggio del 15 ottobre e sono stati trovati decapitati.
Daniele Tavoni è stato sottoposto a interrogatorio e si trova nel carcere Sant’Anna di Modena, in attesa della richiesta di convalida al Gip. L’udienza dovrebbe tenersi oggi. Il procuratore Luca Masini ha indicato a suo carico «gravi indizi di colpevolezza».
L’allarme della vicina e i ritrovamenti nell’abitazione di Daniele Tavoni Mirandola omicidio
Una vicina ha chiamato il 112, preoccupata perché da qualche giorno non vedeva né sentiva i coniugi. Gli agenti del commissariato di polizia di Mirandola sono entrati nella casa assieme ai vigili del fuoco e al 118, trovando i corpi con evidenti segni di violenza.
Le indagini si sono concentrate sul figlio della donna, che abitava in un appartamento adiacente, nello stesso casale. Nella sua abitazione sono stati trovati gli strumenti utilizzati per il delitto e, come riferito dalla procura, «evidentissime e copiose tracce ematiche».
La vita dei coniugi e il lavoro alla Haemotronic
Vincenza Giannini era originaria di Bovino, in provincia di Foggia, e si era trasferita in Emilia Romagna da decenni. Aveva lavorato per trent’anni come operaia alla Haemotronic di Mirandola, azienda del settore biomedicale.
In Emilia aveva conosciuto e sposato Pier Ferdinando Casari, nato a San Felice sul Panaro, nel Modenese, e conosciuto in paese come Pietro. Le persone che li conoscevano li descrivono come una coppia unita e tranquilla. Tavoni era nato da una relazione della madre precedente al matrimonio con Casari.
Le richieste di denaro e l’ipotesi sul movente
La mancanza di un lavoro fisso del figlio preoccupava Giannini ed era spesso motivo di litigi tra Tavoni e i coniugi. Alcune persone vicine alla famiglia, ascoltate dagli inquirenti, hanno riferito che l’uomo, disoccupato, chiedeva spesso soldi alla madre e al marito di lei: le richieste di denaro avevano reso tesi i rapporti.
Tavoni avrebbe avuto in passato problemi di salute mentale. Attualmente non risulta in carico ai servizi di salute mentale di Modena, ma sono emersi contatti relativi a un percorso di cura risalente a oltre 10 anni fa. L’ultima visita risulterebbe nel 2019.
Per gli investigatori il delitto potrebbe avere un movente economico, ma sono necessari ulteriori accertamenti per stabilirlo con certezza.
