Salim El Koudri, il 31enne che il 16 maggio 2026 ha investito otto persone nel centro di Modena provocando la morte di una di loro, ha tentato il suicidio nel carcere Sant’Anna. L’uomo ha ingerito una grande quantità di farmaci ed è stato trasportato d’urgenza in ospedale. Dopo le cure si è ripreso e, secondo quanto riportato, non sarebbe in pericolo di vita.
El Koudri era detenuto nella sezione “I Care”, collocata vicino all’infermeria e destinata proprio alle persone considerate a rischio di comportamenti autolesionistici. Sono state avviate verifiche per capire come sia riuscito a procurarsi e accumulare i medicinali ingeriti.
Il Garante: “Un tentativo di suicidio ogni 33 ore”
L’episodio ha riacceso l’attenzione sulle condizioni delle carceri dell’Emilia-Romagna. “Si parla di questo episodio perché il detenuto è conosciuto, ma ogni 33 ore in questa regione un detenuto tenta di uccidersi”, ha dichiarato il Garante regionale delle persone private della libertà, Roberto Cavalieri. “Bisogna riconoscere loro il diritto di essere considerati ancora umani, sostenendoli nei momenti di disperazione. Questo nulla toglie alla loro responsabilità e al dolore delle vittime”.
La relazione del Garante sull’attività del 2025 aveva già descritto una situazione critica: nelle carceri emiliano-romagnole erano stati registrati tre suicidi e 1.322 episodi di autolesionismo. Cavalieri aveva inoltre segnalato il ricorso diffuso agli psicofarmaci e una carenza del 19% del personale di Polizia penitenziaria rispetto all’organico necessario.
A pesare è anche il sovraffollamento. Secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia, aggiornati al 30 settembre 2026, nelle dieci strutture penitenziarie dell’Emilia-Romagna si trovavano 4.098 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 2.982 posti, oltre 1.100 persone in più.
La situazione è particolarmente critica proprio nel carcere Sant’Anna di Modena: gli ultimi dati disponibili per l’istituto, aggiornati al 10 settembre, indicavano 617 detenuti per 371 posti regolamentari, circa due terzi in più della capienza prevista.
La perizia su El Koudri
Il tentato suicidio arriva pochi giorni dopo l’incidente probatorio del 2 ottobre davanti al gip di Modena. La perizia psichiatrica ha concluso che El Koudri era capace di intendere e di volere al momento dei fatti ed è in grado di affrontare il processo. Secondo i periti, pur presentando problematiche psichiatriche, non esisterebbe un rapporto causale tale da escludere o ridurre la sua capacità di intendere e volere.
Il 16 maggio il 31enne aveva percorso il centro di Modena a bordo della sua Citroën C3 travolgendo diversi pedoni. Otto persone erano state investite. Tra loro Monica Esposito, 55 anni, morta in ospedale due mesi dopo per le conseguenze delle ferite riportate.
El Koudri è accusato di strage con l’aggravante delle lesioni gravissime. Conclusa la perizia psichiatrica, il fascicolo tornerà alla Procura che potrà chiedere il rinvio a giudizio.
