Gli autotrasportatori hanno avviato la mobilitazione in Calabria dopo la mezzanotte di oggi, venerdì 16 ottobre, nell’ambito delle proteste contro il caro carburante nel Sud Italia. Il fermo, previsto anche in Sicilia, durerà cinque giorni, fino al 20 ottobre. Questa mattina, nei presidi osservati in Calabria, i camion sono posizionati ai lati delle strade: provocano restringimenti e disagi, ma non veri e propri blocchi, diversamente da quanto già documentato in Puglia.
La protesta contro il caro gasolio coinvolge soprattutto Puglia, Calabria, Basilicata e Sicilia. Agricoltori e autotrasportatori denunciano costi sempre più difficili da sostenere. In diverse località i distributori sono rimasti senza benzina e gasolio, gli automobilisti hanno affrontato lunghe attese alle pompe e alcuni supermercati registrano le prime difficoltà di approvvigionamento.
I presidi nel Foggiano e il fermo in Calabria
I presidi nel Foggiano sono iniziati l’11 ottobre e hanno interessato strade statali, caselli autostradali e collegamenti strategici per il trasporto delle merci. La situazione si è aggravata nelle ultime ore: camion e trattori hanno rallentato o bloccato la circolazione sulla statale 16 e sulla statale 17, oltre che nei pressi dei caselli di Candela e Poggio Imperiale. Un presidio ha provocato lunghe code all’ingresso dell’A16 a Candela il 15 ottobre.
Ai disagi delle manifestazioni si è aggiunto il blocco della distribuzione di carburante legato alla protesta dei lavoratori dell’ex Ilva davanti alla raffineria Eni di Taranto. Anche questa mobilitazione ha contribuito a lasciare numerose stazioni di servizio senza rifornimenti.
In Calabria i presidi interessano i principali snodi stradali e logistici, tra cui l’area di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro e diversi svincoli autostradali. Secondo le prime ricostruzioni locali, gli autotrasportatori coinvolti sono oltre 800.
Le carenze nei supermercati e i rischi per i prodotti freschi
A Lucera, secondo la stampa locale, il carburante è praticamente esaurito in numerosi distributori e sono state segnalate carenze di prodotti alimentari nei supermercati. In diverse località pugliesi e calabresi gli automobilisti hanno trascorso ore in fila per fare rifornimento.
Le difficoltà alimentari restano locali: non c’è, al momento, una carenza generalizzata di alimenti in tutto il Sud Italia. Il rischio riguarda soprattutto i prodotti freschi e deperibili. Se i blocchi dovessero proseguire, frutta, verdura e altri generi alimentari potrebbero rimanere nei magazzini o nei centri logistici, riducendo ulteriormente la disponibilità nei punti vendita.
Alla base della mobilitazione ci sono l’aumento del prezzo del gasolio, i rincari delle materie prime e le difficoltà economiche delle imprese agricole e di trasporto. Gli olivicoltori pugliesi denunciano anche la concorrenza dei prodotti esteri e la riduzione dei margini di guadagno. La durata della protesta e un’eventuale estensione ad altre regioni determineranno quanto si allargheranno i problemi nei rifornimenti.
Il governo ha convocato i rappresentanti dell’autotrasporto per il 27 ottobre. La protesta prosegue.
