Alcuni esponenti della Comunità ebraica hanno chiesto alla delegazione dell’Anpi di lasciare largo 16 ottobre, a Roma, durante la commemorazione di questa mattina, 16 ottobre 2026. Le proteste sono iniziate quando gli attivisti sono arrivati per collocare i propri stendardi. La cerimonia era dedicata all’83esimo anniversario del rastrellamento degli ebrei romani da parte dei nazisti.
Alcuni presenti hanno gridato «Fuori» e «Vergogna» ai rappresentanti dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Le forze dell’ordine, già impegnate nel presidio di sicurezza nel Ghetto ebraico, sono intervenute per evitare contatti tra i gruppi. La delegazione è rimasta sul posto anche dopo le contestazioni e l’invito ad allontanarsi, sotto il controllo di polizia e carabinieri.
La richiesta di non partecipare e la posizione dell’Anpi
I contrasti erano emersi già nei giorni precedenti. Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica di Roma, aveva chiesto all’associazione partigiani di non prendere parte alla cerimonia, richiamando le divergenze che avevano segnato i rapporti tra le due realtà anche in occasione delle celebrazioni del 25 aprile. La delegazione ha comunque deciso di presentarsi al Portico d’Ottavia.
«Siamo stati attaccati», ha dichiarato Marina Pierlorenzi, presidente dell’Anpi di Roma. Secondo Pierlorenzi, alcuni manifestanti avrebbero contestato la presenza dell’associazione accusandola di essere vicina alle posizioni filopalestinesi.
L’Anpi aveva già confermato la partecipazione con una nota, ribadendo il legame tra la memoria della deportazione, la Resistenza e i valori antifascisti della Costituzione. Aveva inoltre richiamato gli episodi di violenza durante le celebrazioni del 25 aprile, quando due suoi iscritti erano stati colpiti da proiettili sparati con un’arma ad aria compressa.
Le divergenze hanno segnato l’avvio delle celebrazioni: oltre alla presenza dell’associazione, lo scontro ha riguardato le tensioni politiche e le differenti posizioni che negli ultimi anni hanno alimentato il confronto pubblico sul conflitto israelo-palestinese. Le forze dell’ordine hanno mantenuto la sorveglianza per garantire lo svolgimento della commemorazione ed evitare ulteriori tensioni.
Il rastrellamento degli ebrei romani del 1943
La commemorazione annuale è uno dei principali appuntamenti cittadini dedicati alla memoria della Shoah e delle persecuzioni antiebraiche.
Le truppe naziste rastrellarono 1.022 ebrei romani il 16 ottobre 1943, deportandoli nei campi di concentramento e sterminio. Soltanto 16 di loro fecero ritorno.
