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Ex Ilva, rimossi i blocchi a Taranto: sciopero fino alle 23, ma continuano i disagi al Sud

Liberate le statali 106 e 7 dopo la convocazione a Palazzo Chigi per il 27 ottobre. Proseguono le proteste di autotrasportatori e agricoltori in Puglia e Basilicata, dove scarseggia il carburante

16 Ottobre 2026 (Ultima modifica il 16 Ottobre 2026 | 10:42)
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Pompa di benzina a un distributore carburante con erogatori e auto grigia.

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Martina Beretta di Martina Beretta

Mi chiamo Martina Beretta e sono una content editor e autrice digitale. Da anni lavoro nel mondo dei podcast e dei contenuti digitali, occupandomi di storytelling, approfondimenti editoriali e narrazione social. Ho collaborato alla crescita del progetto Passa dal BSMT, seguendo la scrittura e lo sviluppo di contenuti tra attualità, cultura e intrattenimento. Oggi collaboro anche con Ala News, dove unisco linguaggio giornalistico e sensibilità digitale.

Si allenta la tensione a Taranto, dove i sindacati metalmeccanici hanno deciso di rimuovere i blocchi stradali organizzati nell’ambito della protesta dei lavoratori dell’ex Ilva. Lo sciopero terminerà alle 23 di venerdì 16 ottobre, mentre i presidi sulla statale 106, davanti alla raffineria Eni, e sulla statale 7, nei pressi dello stabilimento siderurgico, sono stati rimossi con effetto immediato.

La decisione è arrivata al termine di un’assemblea con i lavoratori, dopo la convocazione di un incontro a Palazzo Chigi per il 27 ottobre. La fine dei blocchi a Taranto non segna però la conclusione delle mobilitazioni nel Mezzogiorno. In Puglia e Basilicata continuano infatti le proteste spontanee di autotrasportatori e agricoltori contro il caro carburante e l’aumento del costo della vita, con pesanti conseguenze sulla viabilità e sull’approvvigionamento di merci e benzina.

Ex Ilva, la decisione dei sindacati dopo la convocazione a Palazzo Chigi

La rimozione dei presidi arriva dopo giorni di mobilitazione e un confronto con le istituzioni locali. Giovedì 15 ottobre la protesta aveva raggiunto anche Bari, dove i lavoratori avevano organizzato un presidio davanti alla Regione Puglia, incontrando il presidente Antonio Decaro.

Secondo la Fiom, dall’incontro è emersa una piattaforma unitaria per affrontare la vertenza. «Non arretreremo di un millimetro, perché abbiamo la necessità di avere risposte chiare rispetto alle misure straordinarie e alla prospettiva industriale», ha dichiarato Francesco Brigati, segretario generale della Fiom Cgil Taranto e Puglia.

Il sindacalista ha inoltre ringraziato Decaro per aver favorito una convergenza tra maggioranza e opposizione sulle rivendicazioni contenute nel documento del consiglio di fabbrica del 7 ottobre.

La convocazione del governo per il 27 ottobre ha quindi contribuito alla decisione di interrompere i blocchi, senza attendere la fine dello sciopero. Restano tuttavia aperte le questioni legate al futuro industriale dello stabilimento e alle garanzie richieste dai lavoratori.

Proteste in Puglia e Basilicata: carburante esaurito e tir sulle strade

Se a Taranto i presidi dell’ex Ilva sono stati rimossi, la situazione resta critica in altre aree del Sud. Le mobilitazioni di autotrasportatori e agricoltori, indipendenti dalla vertenza siderurgica, continuano a interessare importanti collegamenti stradali.

In Puglia, trattori e mezzi pesanti manifestano sulla statale 16 a Cerignola, mentre ad Andria gli autotrasportatori hanno organizzato un blocco sulla tangenziale, all’altezza della rotatoria per Mac Gallon.

Particolarmente complessa la situazione in Basilicata, dove i disagi maggiori interessano la statale Jonica, al confine con Puglia e Calabria, e la Bradanica nell’area del Vulture-Melfese. A Scanzano Jonico, nel Materano, circa cento tir stanno bloccando il traffico pesante sulla statale 106, nei pressi dello svincolo con la Fondovalle dell’Agri.

I presidi interessano anche gli incroci tra la statale 106 e la statale 598 Val d’Agri e tra la Jonica e la statale 653 Sinnica, nell’area compresa tra Rotondella e Policoro. La mobilitazione è prevista fino al 20 ottobre e riguarda camion e autoarticolati, mentre viene garantito il transito di automobili private, autobus di linea, scuolabus e mezzi di soccorso.

Le conseguenze si fanno sentire soprattutto sulla distribuzione del carburante. In numerosi distributori tra Bari e Potenza le scorte stanno diminuendo e, a Potenza e in altri comuni lucani, diversi impianti hanno già esposto cartelli con la scritta “tutto esaurito”.

La rimozione dei blocchi legati all’ex Ilva rappresenta dunque un primo passo verso la normalizzazione della viabilità a Taranto, ma non basta a risolvere le difficoltà che stanno interessando il Mezzogiorno. Mentre i lavoratori del siderurgico attendono il confronto con il governo, autotrasportatori e agricoltori proseguono una mobilitazione che rischia di mantenere sotto pressione i rifornimenti nei prossimi giorni.

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