Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026, in via preliminare, la riforma proposta dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dopo il confronto con oltre 100 associazioni. La revisione del Codice della strada interviene sulle sanzioni, sulle patenti e sulle regole della circolazione, ma non è ancora operativa: diversi punti restano oggetto di proposte e verifiche.
Le sanzioni e la ripartizione degli incassi
Il progetto prevede una riduzione generale degli importi, accompagnata da misure più severe contro i comportamenti pericolosi. Per il ministero, le multe devono avere una funzione «deterrente e non vessatoria». Nella tabella diffusa a settembre, su 795 fattispecie sanzionatorie soltanto 66 risultavano in aumento, con una diminuzione complessiva degli importi di circa il 7 per cento.
Fra gli aumenti figuravano la sanzione per la circolazione senza assicurazione, da 866 a mille euro, e quella per alcune violazioni della precedenza, da 42 a 80 euro. Per i veicoli privi di copertura, il ministero ha annunciato anche un divieto di marcia a tempo indeterminato.
Sono allo studio lo stop all’adeguamento automatico delle multe all’inflazione e la riduzione da 90 a 30 giorni del termine per notificare le violazioni accertate a distanza. La presenza di queste disposizioni nella versione presentata al governo resta da verificare.
La proposta sulla destinazione dei proventi assegnava il 70 per cento all’ente proprietario della strada, da reinvestire nella sicurezza, e il restante 30 per cento all’ente accertatore, per controlli e notificazioni. Una parte della polizia locale teme conseguenze sulle risorse per servizi, straordinari, assunzioni e previdenza complementare.
La patente e le competenze degli ausiliari
Una possibile revisione riguarda la sospensione breve introdotta nel dicembre 2024. Per determinate violazioni, i conducenti con meno di venti punti subiscono oggi uno stop di sette o quindici giorni, secondo il punteggio residuo; la durata raddoppia se provocano uno scontro stradale. Le ipotesi discusse potrebbero attenuare alcune conseguenze della sospensione.
Fra le proposte c’è la possibilità di conseguire la patente B a 17 anni, con condizioni ancora da definire. Attualmente i minorenni possono accedere alla guida accompagnata, rispettando specifici requisiti e con un accompagnatore autorizzato. Autoscuole e associazioni discutono della preparazione dei giovani, dell’accompagnamento e delle responsabilità degli adulti.
Per affrontare la carenza di autisti professionali, Salvini ha prospettato il prolungamento fino a 70 anni dell’attività dei conducenti di mezzi pesanti e autobus. Alcune associazioni di categoria sono favorevoli, ma restano interrogativi sulle condizioni psicofisiche e sulla sicurezza. Il ministero ha confermato sanzioni più severe per chi conduce autobus o veicoli destinati al trasporto di scolari e studenti senza i requisiti prescritti.
Agli ausiliari del traffico potrebbe essere affidato il rilievo degli scontri senza feriti. Diverse associazioni della Polizia locale contestano l’ipotesi, chiedendo una preparazione tecnica specifica per ricostruire le collisioni e accertare le responsabilità, oltre a garanzie sulla formazione.
Le regole per le due ruote e i veicoli stranieri
Le associazioni dei ciclisti chiedono maggiori garanzie sulla distanza laterale nei sorpassi e contestano formulazioni che potrebbero imporre una circolazione troppo vicina al margine destro. Per i cicli a propulsione prevalentemente elettrica sono allo studio casco e contrassegno identificativo.
Per i motociclisti, il ministero ha confermato la previsione dell’uso della corsia di emergenza autostradale in caso di scontri o rallentamenti e ha annunciato un programma di installazione di barriere salva-motociclisti. Sono state discusse anche sanzioni ridotte per alcune violazioni di sosta.
Il testo prevede misure per recuperare le somme non pagate dagli utenti esteri e l’obbligo di assicurazione secondo le regole italiane per gli stranieri che circolano nel Paese per più di 30 giorni.
Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale del Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), per garantirne il riconoscimento sul territorio italiano senza comunicazioni separate ai singoli enti.
Il percorso del decreto e i tempi della delega
Lo schema deve ancora ottenere i pareri obbligatori e affrontare il passaggio parlamentare. Seguiranno l’approvazione definitiva del governo e l’emanazione del presidente della Repubblica, necessarie prima della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
La legge 171 del 23 settembre ha prorogato la delega al governo a 22 mesi, prevedendo, a determinate condizioni, altri 150 giorni. La procedura potrebbe spostare l’approvazione definitiva fino all’estate 2027.
