La minaccia iraniana nei confronti del Regno Unito potrebbe estendersi oltre gli obiettivi tradizionalmente presi di mira da Teheran. A lanciare l’allarme è stato Ken McCallum, direttore dell’MI5, il servizio di sicurezza interna britannico, secondo cui l’Iran starebbe cercando di colpire anche installazioni militari nel Paese. Nel suo intervento di oggi, martedì 13 ottobre, McCallum ha inoltre affermato che il presunto complotto emerso a settembre contro la base aerea di RAF Fairford non rappresenta un caso isolato.
McCallum (MI5): “La strategia iraniana punta a obiettivi più difficili”
Secondo McCallum, Teheran sta cercando di ampliare la portata delle proprie operazioni sul territorio britannico. Finora, tra i bersagli principali figuravano soprattutto gli iraniani contrari al regime della Repubblica islamica, ma il capo dell’MI5 ha segnalato un’evoluzione delle strategie attribuite all’Iran. A questo cambiamento si aggiungono episodi di incendi dolosi e sabotaggi contro siti ebraici, che le autorità britanniche ritengono siano stati organizzati da gruppi che agiscono per conto di Teheran. McCallum ha evidenziato come una delle principali novità del 2026 sia proprio l’ambizione iraniana di prendere di mira obiettivi più difficili, comprese le strutture militari.
Per l’MI5 il caso RAF Fairford non sarebbe isolato
Le dichiarazioni del direttore dell’MI5 arrivano mentre gli investigatori britannici stanno approfondendo il presunto piano terroristico contro RAF Fairford, una base aerea situata nell’ovest dell’Inghilterra e utilizzata dalle forze statunitensi. La base è stata impiegata anche per operazioni di bombardamento contro l’Iran durante la guerra di quest’anno.
McCallum ha precisato che l’episodio non sarebbe un caso unico: secondo il capo dell’intelligence, si sono verificati altri eventi analoghi, non soltanto nel Regno Unito, ma anche in altri Paesi del mondo. Il responsabile dell’MI5 ha affrontato il tema nell’ambito di un discorso dedicato alle principali minacce alla sicurezza britannica.
Evacuazioni e sospetti materiali incendiari vicino alla base
L’episodio al centro delle indagini risale al 27 settembre, quando decine di residenti sono stati evacuati dalle proprie abitazioni nei pressi di RAF Fairford. Nell’area sono intervenuti agenti armati e specialisti dell’esercito incaricati di occuparsi di eventuali ordigni esplosivi.
In seguito, la polizia ha comunicato di aver trovato nei tre furgoni presenti sul posto una certa quantità di sostanza accelerante, identificata nella benzina. Non sono stati invece rinvenuti esplosivi. Le autorità britanniche hanno collegato l’accaduto all’Iran, mentre gli Stati Uniti hanno deciso di ritirare i propri bombardieri dalla base dopo l’emergere del sospetto complotto.
Il premier Burnham punta il dito contro i Guardiani della rivoluzione
Lunedì, il primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che il presunto piano sarebbe stato “quasi certamente” diretto dai Guardiani della rivoluzione iraniani, il corpo militare noto anche come Pasdaran. Le indagini hanno portato all’arresto di sette uomini sulla ventina, successivamente rilasciati su cauzione mentre gli accertamenti proseguono.
Al momento, dunque, le persone fermate non risultano trattenute in custodia, ma restano sottoposte a indagine. Gli investigatori sono chiamati a chiarire il loro eventuale coinvolgimento e a ricostruire la natura e gli obiettivi del presunto complotto.
Teheran nega ogni coinvolgimento
Il governo iraniano ha respinto le accuse relative all’episodio di RAF Fairford. Teheran ha negato di essere coinvolta nel presunto piano, pur avendo dichiarato in passato di considerare obiettivi legittimi le basi militari utilizzate per condurre attacchi contro il proprio territorio.
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