“Napoli quanto ci costi!”. Con questo slogan gli studenti universitari dell’Udu Napoli hanno allestito questa mattina un presidio con tende davanti alla sede dell’Università Federico II in corso Umberto I, per protestare contro il caro affitti, l’aumento del costo della vita e le difficoltà nell’accesso al diritto allo studio. Al centro della mobilitazione la richiesta di maggiori risorse per l’università pubblica, più spazi per seguire le lezioni, un innalzamento della no tax area e maggiori tutele per gli studenti. “Siamo in una delle città che peggio subisce il caro affitti e il caro vita – ha detto Davide Totaro, coordinatore dell’Udu Napoli -. Basti pensare agli studentati di lusso e a come i fondi pubblici del Pnrr vengano investiti in strutture che, dopo pochi anni, possono diventare hotel di lusso. Noi non ci stiamo più: abbiamo bisogno di maggiori fondi per l’università e di un innalzamento della no tax area”. Tra le criticità segnalate anche i ritardi nell’erogazione delle borse di studio e la carenza di servizi per gli universitari. “Le borse di studio vengono coperte, ma con eccessivi ritardi – ha aggiunto Totaro -. Per quanto riguarda i servizi convenzionati per la mensa, nel centro storico non abbiamo una mensa e c’è un solo ente convenzionato per circa 30mila studenti. Il nostro modello ideale è quello di un’università gratuita, accessibile e inclusiva”. Al presidio ha partecipato anche la Cgil Napoli e Campania, a sostegno delle rivendicazioni degli studenti. “Il diritto alla casa è parte integrante del diritto allo studio ed è importante dare risposte alle nuove generazioni – ha dichiarato Elisa Laudiero, segretaria confederale della Cgil Napoli e Campania -. Questi ragazzi e queste ragazze vogliono costruire un futuro qui e vanno sostenuti, investendo sulle intelligenze del Paese a partire dalle scuole e dalle università”. Laudiero ha richiamato anche il problema della disponibilità degli alloggi e dell’aumento dei costi abitativi in città, collegandolo alla crescita del turismo. “Pretendiamo che tutte le istituzioni, dal governo locale a quello nazionale, prendano delle decisioni e diano risposte chiare in merito a questa vera e propria emergenza”, ha concluso.