Secondo l’ex cancelliere socialdemocratico tedesco Olaf Scholz, la sinistra ha un problema strutturale nei Paesi ricchi, dalla Germania al Nord America; la causa risierebbe nell’espansione dell’istruzione che ha creato una nuova frattura sociale. “Bisogna smettere di pensare che chi serve il caffè valga meno di chi ha la laurea”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.
Il rispetto, la globalizzazione e la fiducia nel futuro
Alla domanda sul perchè la sinistra nel corso degli anni si sia allontanta sempre di più dalla popolazione, l’ex cancelliere richiama il sociologo Sandel con la sua teoria della tirannia del merito. “Nessuno deve sentirsi superiore perché ha una laurea. Vale a maggior ragione per gli esponenti delle potenti élite economiche, che attribuiscono esclusivamente a sé stesse il proprio successo, perdendo di vista la società nel suo insieme”, chiarsice Scholz, affermando che i partiti socialdemocratici abbiano la responsabilità di ricostruire una nuova solidarietà nella società. “Non è soltanto una questione di Stato sociale: ma di rispetto”, afferma.
La globalizzazione è il secondo problema individuato dall’ex cancelliere. Ha prodotto un’enorme crescita economica, ma oggi più del 50% della produzione industriale mondiale avviene nel Sud globale. All’insicurezza sul futuro, per Scholz, bisogna rispondere dimostrando che l’ascesa degli uni non comporta necessariamente il declino degli altri e che nei Paesi del Nord continueranno a esserci lavori ben retribuiti.
La terza sfida è recuperare la fiducia nel futuro, indispensabile alla politica progressista. La proposta è accelerare la crescita e ritrovare una “mentalità da ingegneri”: se altrove in vent’anni si costruisce un intero sistema ferroviario e qui si impiega lo stesso tempo soltanto per progettare una linea regionale, l’errore è nostro, sostiene Scholz, e compromette quella fiducia.
La casa e il ruolo dei finanziamenti pubblici
Alla domanda sul problema legato alla casa e all’aumento degli affitti, l’ex cancelliere sostiene che bisogna avvalersi del diritto di ricorrere ai tribunali. “Nonostante questo, un nuovo quartiere non può restare bloccato per 20 o 30 anni dalle controversie giudiziarie: il sovrano democratico deve poter decidere senza dipendere dai privati”, afferma.
Le case a prezzi accessibili richiedono però finanziamenti pubblici. Nelle città grandi e medie della Germania, ricorda Scholz, circa metà delle abitazioni costruite negli ultimi cento anni ha beneficiato di sostegni pubblici. Il mercato è utile, così come le abitazioni destinate a chi può pagarle molto; per moltissime persone, tuttavia, senza ulteriori risorse pubbliche il sistema non funzionerà.
L’AfD e il rischio per l’alternanza democratica
L’AfD, il partito di estrema destra guidato da Alice Weidel, continua a crescere nei sondaggi. Dopo la vittoria alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, dove ha ottenuto quasi il 44% dei voti, si riapre il dibattito sulla tenuta del cordone sanitario, ovvero l’accordo tra le principali forze politiche tedesche per escludere l’estrema destra dalle alleanze di governo. Scholz auspica che regga: lo considera giusto e necessario per tenere il partito lontano dal potere, obiettivo finora condiviso dai partiti democratici tedeschi.
Il pericolo, nella sua analisi, non consiste nelle posizioni condivise anche dai conservatori venti o trent’anni fa, da affrontare politicamente. È l’orientamento antipluralista: un’idea del “noi” che esclude una parte dei cittadini e distingue i “veri appartenenti” alla nazione dagli altri.
La messa al bando di un partito
Alla domanda sulla messa al bando dell’AfD, Scholz sostiene che La Corte costituzionale si sia occupata più volte di procedure come queste. “Quando un partito viene classificato i servizi di sicurezza interni come sicuramente di estrema destra, è possibile, per esempio, privarlo dei finanziamenti pubblici o intervenire nei confronti dei suoi membri che vogliono esercitare funzioni statali”, spiega l’ex cancelliere. I servizi segreti hanno classificato l’AfD come partito di destra e l’AfD ha impugnato la decisione. “Sapremo come finirà tra due o tre anni”, conclude Scholz.
Sulla stretta migratoria della Germania
La politica migratoria tedesca ha assunto una linea più dura durante il governo Scholz. L’ex cancelliere rifiuta però una lettura indistinta dell’immigrazione: un terzo della popolazione tedesca ha origini migratorie. La legge sulla cittadinanza consente di ottenerla dopo cinque anni a chi vive in Germania, parla tedesco, può mantenersi e rispetta le leggi.
La stretta sulle politiche migratorie non ha riguardato soltanto la Germania, ma ha coinvolto l’intera Unione europea. Il 12 giugno 2026 è entrato in applicazione il Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, approvato nel 2024, che introduce controlli più stringenti alle frontiere esterne, procedure accelerate per l’esame delle domande d’asilo e nuove regole per la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri.
In questo contesto, Olaf Scholz distingue il diritto alla protezione internazionale, da garantire a chi fugge da persecuzioni e rischi per la propria vita, dalle richieste d’asilo prive dei requisiti necessari. L’ex cancelliere sostiene la necessità di una gestione comune delle frontiere europee, in cui tutti i Paesi condividano le responsabilità.
Le procedure d’asilo nei paesi terzi
Scholz è contrario alle procedure d’asilo nei Paesi terzi, ma considera utile il rimpatrio attraverso questi Paesi per le persone la cui richiesta di protezione internazionale è stata respinta. Una posizione che solleva interrogativi sul rispetto dei diritti umani: tra i Paesi terzi, infatti, possono figurare anche Stati in cui si registrano violazioni delle libertà fondamentali e dove i migranti rischiano di subire trattamenti inumani o degradanti.
