È polemica a Reggio Emilia per la vicenda delle delegazioni ebraiche in visita a Reggio Children, al centro di una controversia sul rapporto tra identità religiosa e posizioni politiche. Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, ha accusato l’amministrazione comunale di aver preteso che alcuni docenti americani di religione ebraica prendessero posizione sulle politiche del governo israeliano a Gaza, chiedendo loro di condannarle proprio in quanto ebrei. Parole durissime, con cui Meghnagi ha evocato i metodi del Terzo Reich e chiesto le dimissioni del Comune. Il sindaco Marco Massari ha respinto le accuse, sostenendo che non rispecchiano i valori e la storia della città.
La polemica sui docenti ebrei invitati a Reggio Children
Al centro della controversia c’è la partecipazione di docenti americani di religione ebraica ad attività didattiche e di dialogo promosse a Reggio Emilia. Secondo la ricostruzione di Meghnagi, il Comune avrebbe chiesto agli insegnanti di esprimere una posizione su una vicenda politica in ragione della loro appartenenza religiosa. “Non si può chiedere a un cittadino americano, a un docente, a un ebreo, di rispondere come ebreo, in quanto tale”, ha dichiarato il presidente della Comunità ebraica di Milano, contestando quello che considera un comportamento incompatibile con i principi di inclusione.
Meghnagi ha evidenziato quella che, a suo giudizio, è una contraddizione nell’atteggiamento dell’amministrazione: “Al Comune di Reggio Emilia si promuovono progetti sull’inclusione e sui valori democratici, si invitano docenti americani di religione ebraica per attività didattiche e di dialogo, e poi si pretende di imporre loro dittatorialmente di prendere posizione su una vicenda politica”.
Meghnagi parla di antisemitismo e chiede le dimissioni del Comune
Le dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica milanese sono state particolarmente dure. Meghnagi ha affermato che “i metodi e il clima instaurati da certi Comuni emiliani” gli ricordano quelli di Joseph Goebbels, ministro della Propaganda nella Germania nazista, e ha richiamato anche le parole del gerarca fascista Roberto Farinacci, che definiva gli ebrei una “razza immonda da seppellire in quanto tali”.
Secondo Meghnagi, pretendere che una persona si esprima su una questione politica in virtù della propria religione significa negare concretamente l’inclusione dichiarata dalle istituzioni. “È la negazione totale dell’inclusione che a parole si dice di voler promuovere. È antisemitismo”, ha affermato, arrivando a chiedere apertamente che l’amministrazione comunale si dimetta.
Il presidente ha inoltre parlato di una forma di “schedatura su base razziale”, contestando il fatto che gli insegnanti sarebbero stati chiamati a prendere posizione esclusivamente perché appartenenti alla comunità ebraica.
“L’Italia non può passare per un Paese che discrimina gli ebrei”
Nelle sue dichiarazioni, Meghnagi ha motivato la richiesta di dimissioni anche con le ripercussioni che la vicenda potrebbe avere sull’immagine internazionale dell’Italia. “Per il metodo indegno utilizzato e per l’enorme danno di immagine provocato all’Italia”, ha spiegato, sottolineando che la notizia sarebbe ormai presente nei telegiornali americani e starebbe facendo il giro del mondo.
Il presidente della Comunità ebraica di Milano ha quindi ribadito la necessità che il caso venga affrontato con attenzione, concludendo: “L’Italia non può permettersi di passare per un Paese che discrimina gli ebrei in quanto ebrei”.
La replica del sindaco Massari: “Respingiamo le accuse di antisemitismo”
Il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, ha risposto alle contestazioni esprimendo sorpresa per le parole di Meghnagi e respingendo le accuse rivolte all’amministrazione. “Le dichiarazioni del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi, ci sorprendono”, ha dichiarato. Il primo cittadino ha aggiunto che il Comune respinge “con fermezza le accuse di antisemitismo”, precisando che queste “non corrispondono in alcun modo ai nostri valori, alla nostra storia e alle ragioni del nostro impegno educativo”.
Massari ha infine auspicato che la controversia possa essere ricondotta a un problema di informazioni incomplete e che sia possibile chiarire quanto accaduto. “Ci auguriamo che queste parole siano frutto di informazioni non complete e che sia possibile chiarire ogni equivoco”, ha affermato, invitando a evitare che “al confronto educativo” vengano sovrapposte “valutazioni di natura politica”.
