Nella seconda giornata del campo estivo organizzato dalla Protezione Civile a Corneto di Toano, sulle colline reggiane, 31 persone – di cui 28 bambini tra gli 8 e i 12 anni – sono state trasferite burscamente al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Avevano manifestato gli stessi disturbi da intossicazione (dissenteria e vomito). Mentre le verifiche proseguono, un elemento ha attirato l’attenzione di chi sta indagando.
Intossicazione a Reggio Emilia: cos’è successo al campo estivo di Toano
L’allarme è arrivato alla centrale operativa del 118 intorno alle sei di sera del 7 luglio 2026: una possibile intossicazione che coinvolgeva una trentina di persone, in gran parte minori. Oltre ai bambini, tra chi ha accusato i sintomi figurano anche tre adulti, educatori e accompagnatori del campo. Nessuno, fortunatamente, ha perso conoscenza.
La macchina dei soccorsi si è mossa in fretta: tre ambulanze con automedica hanno raggiunto Corneto e allestito un punto di assistenza medica nel campo sportivo del paese, mentre venivano allertati anche i carabinieri di Castelnovo Monti e il coordinamento territoriale del 118. Nel giro di un’ora e mezza, tutte le persone sintomatiche sono state fatte salire su un pullman diretto verso il capoluogo, accompagnate a bordo da un medico e un infermiere dell’ospedale Sant’Anna. Un’ambulanza ha seguito il mezzo per tutto il tragitto, pronta a intervenire in caso di peggioramenti. Le condizioni di adulti e bambini, però, sono state giudicate di lieve entità: tutti sono arrivati in ospedale in codice verde, tra pronto soccorso pediatrico e generale, per i necessari accertamenti.
Intossicazione, la causa più probabile è l’acqua
Sull’origine del malore collettivo, al momento, non ci sono certezze: l’ipotesi del colpo di sole, però, sarebbe già stata scartata alla luce di come si è svolta la giornata. Le prime ricostruzioni puntano piuttosto in un’altra direzione: quella dell’acqua bevuta dalle fontane pubbliche.
I ragazzi del campo, come da programma, avevano partecipato a un’escursione con tappa al Castello di Toano per il pranzo, prima di rientrare a piedi. Non tutti avevano mangiato le stesse cose; tutti, però, si erano dissetati alle stesse fontane. Poche ore dopo, sono comparsi i primi sintomi da intossicazione. Un dettaglio che, in attesa dei riscontri ufficiali, fa dell’acqua la principale indiziata.
Le rassicurazioni del sindaco di Toano
Il primo cittadino, Leonardo Perugi, si trovava già sul posto al momento dell’accaduto e ha voluto tranquillizzare le famiglie: dei 120 partecipanti al campo, ha ricordato, solo 28 ragazzi hanno manifestato sintomi riconducibili a una possibile intossicazione. La situazione, ha spiegato, è stata gestita tempestivamente insieme alle autorità competenti, agli organizzatori e al personale sanitario, seguendo i protocolli previsti, e i genitori dei ragazzi coinvolti sono stati costantemente aggiornati. “Continueremo a seguire con la massima attenzione ogni sviluppo“, ha assicurato il sindaco, in raccordo con le strutture sanitarie, per garantire tutte le verifiche del caso.
Nel frattempo, il campo estivo e l’intera comunità di Toano attendono l’esito degli accertamenti.
