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Nuova esplosione nel centro di Riad dopo i missili houthi contro l’aeroporto. Colpito anche Sana’a

Un forte boato è stato avvertito nel centro della capitale saudita. Ancora sconosciute le cause, mentre cresce la tensione dopo i raid degli Houthi

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Sgomberato l’aeroporto di Riyadh dopo un nuovo raid

Forte esplosione all’aeroporto di Riad, evacuazione in corso nello scalo saudita | @x

Redazione Esteri di Redazione Esteri

La Redazione Esteri di alanews.it segue e analizza i principali avvenimenti internazionali, offrendo aggiornamenti tempestivi e approfondimenti sui temi che influenzano gli equilibri globali. Il team monitora costantemente politica, economia, conflitti, diplomazia e società nei diversi continenti, con particolare attenzione all’impatto delle dinamiche internazionali sull’Italia e sull’Europa. Attraverso notizie, analisi e contenuti multimediali, la redazione racconta l’attualità globale con un approccio chiaro, verificato e basato su fonti affidabili, contribuendo a fornire ai lettori una visione completa e contestualizzata degli eventi che segnano il panorama internazionale.

Una forte esplosione è stata avvertita nel centro di Riad, in Arabia Saudita, nel pomeriggio di domenica 11 ottobre, a meno di 24 ore dall’attacco degli Houthi contro l’aeroporto internazionale King Khalid, che ha provocato 12 morti e centinaia di feriti. A riferirlo sono stati i giornalisti dell’agenzia Afp presenti nella capitale saudita, che hanno udito il boato senza riuscire a identificarne la provenienza. Le cause dell’esplosione non sono ancora state chiarite e non è possibile stabilire se l’episodio sia collegato ai precedenti bombardamenti condotti dai ribelli yemeniti sostenuti dall’Iran.

Attacco all’aeroporto internazionale di Sana’a

Nel frattempo,l’emittente televisiva Al-Masirah, controllata dagli Houthi, ha riferito di un attacco contro l’aeroporto internazionale di Sana’a, capitale dello Yemen. La notizia è stata rilanciata da Al Jazeera, ma al momento non sono disponibili informazioni sull’entità dei danni o su eventuali vittime. La coalizione militare a guida saudita non ha ancora rilasciato dichiarazioni sull’accaduto. Il presunto attacco arriva dopo una settimana di offensive degli Houthi contro diversi aeroporti dell’Arabia Saudita, in un contesto di crescente tensione tra Riad e i ribelli yemeniti.

L’Attacco contro l’aereoporto di Riad

L’attacco di sabato 10 ottobre contro l’aeroporto internazionale King Khalid di Riad ha provocato almeno 12 morti e 309 feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni, secondo quanto comunicato dall’Autorità per l’aviazione civile saudita. Tra le vittime figurano quattro cittadini sauditi e otto stranieri, tra cui un americano. L’ente ha segnalato anche danni materiali alle infrastrutture aeroportuali, mentre una fonte diplomatica interpellata dall’Afp ha riferito che a colpire lo scalo sarebbe stato un missile.

L’aeroporto era già stato preso di mira giovedì 8 ottobre, durante un’altra offensiva rivendicata dagli Houthi che aveva provocato vittime. La nuova esplosione nel centro di Riad arriva quindi in un clima di crescente tensione, mentre le autorità saudite sono impegnate a gestire le conseguenze degli attacchi contro le infrastrutture del Paese. Non sono ancora disponibili informazioni su eventuali danni o feriti provocati dall’ultimo episodio.

Il bilancio delle vittime

Il Terminal 3 è stato colpito direttamente ed evacuato, secondo funzionari sauditi citati dal Wall Street Journal. Dopo diverse ore di silenzio, l’autorità saudita per l’aviazione civile aveva inizialmente confermato soltanto «un certo numero di feriti», comunicando la sospensione temporanea delle operazioni per valutare i danni e verificare la sicurezza delle strutture. L’attacco ha causato cancellazioni e ritardi.

Le ambulanze e alcuni elicotteri sono stati inviati per trasportare i feriti all’ospedale King Fahad di Riad, ha riferito uno dei funzionari al quotidiano. Un testimone ha raccontato all’Afp: «Mi trovavo al gate 403» del terminal dei voli nazionali. «Ho visto il gate 401 colpito e persone ferite davanti ai miei occhi. Tutti correvano».

L’allerta delle ambasciate dopo l’esplosione all’aeroporto di Riad

La Farnesina ha raccomandato ai connazionali di evitare gli spostamenti non essenziali verso l’area dell’aeroporto e l’utilizzo dello scalo. Indicazioni analoghe sono arrivate da Germania, Spagna e Canada.

Diverse ambasciate occidentali «hanno indicato di aver deciso di vietare al proprio personale di viaggiare da o per l’aeroporto di Riad durante la prossima settimana, come misura precauzionale», ha dichiarato un alto diplomatico all’Afp.

L’ambasciata statunitense in Arabia Saudita ha innalzato il livello di allerta per i cittadini americani presenti nel Paese, limitando anche l’accesso del proprio personale agli aeroporti di Gedda e Dammam. La nota precisa: «I dipendenti del governo statunitense che lavorano in Arabia Saudita necessitano di un’autorizzazione speciale per utilizzare l’aeroporto internazionale Re Khalid di Riad, così come gli aeroporti di Gedda e Dammam».

I continui attacchi contro gli aeroporti di Riad e di alcune città del sud dell’Arabia Saudita minacciano i viaggi d’affari e il turismo all’inizio dell’intensa stagione di conferenze e viaggi, osserva il Wall Street Journal. Alla fine di questo mese il vertice della Future Investment Initiative dovrebbe richiamare a Riad migliaia di dirigenti e investitori globali.

La possibilità di un intervento americano

L’attacco degli Houthi ha riaperto la possibilità di un intervento degli Stati Uniti al fianco dei sauditi. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato: «Prenderemo una decisione». In precedenza aveva negato il proprio aiuto al principe ereditario Mohammed Bin Salman per non aprire un secondo fronte di guerra prima delle elezioni di metà mandato.

Per Donald Trump, quanto accaduto è «terribile» e «non è accettabile». Il presidente ha sottolineato che sono in corso comunicazioni con gli Houthi: «Vediamo cosa succede».

La portata e la frequenza dei recenti attacchi contro Riad hanno raggiunto livelli senza precedenti. Gli Houthi sono impegnati anche in scontri sul terreno con le forze governative attorno alle aree contese nei pressi dello stretto di Bab el-Mandeb, un passaggio vitale per i traffici commerciali mondiali.

L’inviato dell’Onu per lo Yemen, Hans Grundberg, ha attribuito l’attacco ai combattenti Houthi filo-iraniani, definendolo «una grave escalation». «Azioni del genere rappresentano una grave minaccia per la sicurezza regionale, perpetuano i cicli di violenza e complicano ulteriormente gli sforzi di pace per lo Yemen», ha dichiarato, esortando gli Houthi a «porre fine a questi attacchi» contro obiettivi civili in Arabia Saudita.

I voli cancellati e le indicazioni ai passeggeri

Il sito di monitoraggio del traffico aereo flightradar24 mostrava che tutti i voli diretti a Riyadh erano stati dirottati o cancellati. A un certo punto, sopra lo scalo risultava soltanto un elicottero. L’aeroporto ha invitato i passeggeri a contattare direttamente le compagnie aeree e a verificare lo stato del proprio volo prima di mettersi in viaggio per raggiungerlo.

La Kuwait Airways ha cancellato i collegamenti da e per la capitale saudita, motivando la decisione con quella che ha descritto come la chiusura dell’aeroporto di Riyadh a causa della «situazione di sicurezza».

La Etihad Airways e la Qatar Airways avevano già cancellato diversi voli tra i rispettivi aeroporti di riferimento e Riyadh. Alcune cancellazioni si estendevano fino a lunedì.

Gli attacchi precedenti e le conferenze in programma

L’esplosione è avvenuta durante un’intensificazione degli attacchi missilistici degli Houthi dello Yemen, allineati all’Iran, contro il regno. Lo scalo era già stato colpito due volte questa settimana: gli attacchi avevano provocato quattro morti e altri feriti, oltre a danneggiare gravemente un aereo.

Gli attacchi di giovedì e dei giorni precedenti avevano già spinto diverse compagnie a sospendere o cancellare i collegamenti con la capitale saudita, poco prima delle importanti conferenze sull’energia e sugli investimenti che Riyadh si prepara a ospitare. Sabato gli organizzatori hanno confermato che gli incontri si terranno come previsto, cercando di rassicurare i partecipanti sulla loro sicurezza.

Gli Houthi hanno avvertito che gli aerei di linea dovrebbero evitare lo spazio aereo saudita, dichiarandolo una zona di operazioni militari. L’avvertimento è seguito all’offensiva lanciata contro il gruppo all’inizio del mese dal governo dello Yemen sostenuto dai sauditi.

Una francese tra i feriti: la condanna di Parigi

La Francia ha condannato l’attacco degli Houthi contro l’aeroporto internazionale di Riad, che sabato 10 ottobre ha provocato 12 morti e centinaia di feriti, tra cui una cittadina francese. In una nota, il ministero degli Esteri di Parigi ha definito l’offensiva “atroce”, esprimendo “totale solidarietà” all’Arabia Saudita e chiedendo ai ribelli yemeniti di cessare le ostilità. La Francia ha inoltre confermato che continuerà a sostenere Riad nella difesa del territorio e delle infrastrutture. Già il 24 settembre, il presidente Emmanuel Macron aveva annunciato l’invio di truppe, radar e sistemi di difesa per contrastare gli attacchi missilistici e con droni degli Houthi. Il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot aveva però precisato che l’assistenza francese sarebbe stata “strettamente difensiva”, escludendo un coinvolgimento diretto di Parigi nella guerra saudita contro i ribelli.

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