La seduta della Camera di ieri è stata sospesa dal presidente Fontana durante il confronto tra M5s e FdI su Roberto Scarpinato, a tre giorni dalla lettera di Fratelli d’Italia per chiedere le dimissioni del senatore dalla commissione Antimafia. Fontana ha rimproverato i deputati per il clima «da stadio». Pochi minuti dopo, le accuse reciproche sono proseguite al Senato.
L’ex magistrato, ora parlamentare del M5s, è al centro della contrapposizione sulla lotta alla mafia: una «figura depistante» per chi lo accusa, un «eroe dell’antimafia» per chi lo difende. Il movimento di Conte ha respinto la richiesta di lasciare la commissione: «Ce lo teniamo stretto».
Scontro sulla commissione Antimafia e Scarpinato
All’origine della disputa c’è il provvedimento di archiviazione del gip di Caltanissetta sul filone d’indagine a carico di ignoti relativo alle stragi del 1992 e al dossier mafia-appalti. Il giudice attribuisce a Scarpinato un’attività di depistaggio e inquinamento nei confronti dell’ex pm Gioacchino Natoli. Dalle conversazioni intercettate fra Scarpinato e Natoli, il senatore avrebbe imbeccato l’ex pm prima della sua audizione davanti all’Antimafia.
La lettera di FdI ai 5S è datata 4 ottobre e riguarda la permanenza del senatore nella commissione guidata dal partito. Successivamente, la richiesta di un passo indietro è stata estesa al Copasir. L’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, di FdI, ha rilanciato sui social le accuse di depistaggio; Scarpinato ha annunciato querela.
Le accuse sulle stragi nel confronto a Montecitorio
A Montecitorio il confronto su Scarpinato e la commissione Antimafia si è acceso dopo la terza fiducia sulla legge elettorale, quando ha chiesto di intervenire Riccardo Ricciardi, presidente dei deputati 5S. Richiamando la richiesta di dimissioni, si è rivolto agli esponenti di FdI: «Vediamo chi ha depistato in questo paese, da Portella della Ginestra a Capaci passando dalla strage di Bologna all’omicidio di Piersanti Mattarella… Tutte quelle stragi portano a casa vostra, alla casa dei neofascisti».
Ricciardi ha contrapposto le posizioni dei partiti con un’altra accusa: «Noi siamo dalla parte della verità, voi dalla parte dei depistaggi».
Il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami ha respinto le accuse e replicato ai 5S: «Voi prendete voti dalle persone per bene e aiutate chi sta dalla parte sbagliata. Voi siete strumento di quella roba lì».
Al Senato la richiesta di intervento a La Russa
Al Senato, sullo scontro relativo al senatore Scarpinato e la commissione Antimafia, il M5s ha contestato a FdI la possibilità di intestarsi la battaglia per la legalità. Il Movimento ha chiamato in causa l’ex ministra Daniela Santanchè, «indagata per truffa», e gli affari di Delmastro con la famiglia di Mauro Caroccia, imprenditore condannato per mafia. Le contestazioni hanno riguardato anche la presidente della commissione Antimafia, Chiara Colosimo, definita «molto amica» di Luigi Ciavardini, condannato per la strage di Bologna.
Il capogruppo Luca Pirondini ha mostrato in aula le fotografie di Colosimo con Ciavardini e di Delmastro con Caroccia, poi ha strappato la lettera con la richiesta di dimissioni, gridando: «Questa è FdI e questo è il governo. Vergognatevi». Le altre opposizioni hanno espresso solidarietà a Scarpinato.
Per la reazione di Santanchè, il M5s ha chiesto l’intervento del presidente Ignazio La Russa. Pirondini ha riferito: «La senatrice è venuta ai nostri scranni per minacciarci, dicendoci: ‘Dovete stare molto attenti’». Il capogruppo ha definito l’episodio «una cosa irricevibile».
